ROMA-TOTTI, HANNO SBAGLIATO ENTRAMBI

Di VANNI PUZZOLO

 

Totti, nella conferenza stampa di addio, ha detto delle cose giuste e condivisibili., ma crediamo che gli errori siano stati fatti a monte.

IL PRIMO ERRORE

Una cosa dovrebbe essere chiarita: quando un giocatore, anche un campionissimo come Totti, smette o sta’per smettere di giocare, subentra una certa pressione fra tifosi e stampa che vorrebbero, in qualche modo, tenere in vita un cordone ombelicale, come se fosse obbligatorio per il campione che smette, rimanere per forza in Società, con qualsiasi incarico.
E lo sbaglio sta proprio qui.

Un calciatore che smette, il più delle volte non ha idee chiare su cosa voglia fare da grande e su cosa sappia fare da grande, dove sta scritto che abbia per forza le capacità di fare il dirigente?
Il calciatore che smette dovrebbe prendersi un periodo di riposo, per valutare con calma cosa voglia fare, e anche le varie proposte di lavoro che gli arrivano.
Poi, in un secondo tempo, meglio se dopo un anno, fare delle scelte e pensare un percorso di crescita nell’ambito della scelta che è stata fatta, o che ambisce a fare.

Che senso ha aver fatto a Totti un contratto di 6 anni da dirigente a 600.000 mila euro? Che senso ha avergli dato il ruolo di Direttore tecnico senza sapere se era in grado di saperlo fare? E ancora che senso ha da parte di Totti accettare senza prima averlo valutato e sperimentato?

IL GRANDE EQUIVOCO

Ci sono grandi giocatori che non sono veramente portati a fare i dirigentI, i direttori, gli allenatori o altro, e ci sono Società che pur di dare in pasto ai tifosi il nome del campione che rimane nei ranghi, fanno contratti e danno incarichi assurdi.

Fare il dirigente non richiede solo competenze specifiche, ammesso e non concesso che un giocatore che ha giocato ad altissimi livelli le abbia, ma serve capacità al confronto, esperienza gestionale, personalità decisionale e tante altre cose che un giocatore che smette non può per forza di cosa avere subito.

E allora perché avere sempre fretta nel regalare incarichi?
Finisce poi che questi incarichi sono solo di facciata e non reali.

GLI ESEMPI

Maldini, persona super intelligente, non ha mai voluto ricoprire incarichi di bandiera, ha aspettato, ha valutato e dopo qualche anno ha accettato di ricoprire il ruolo che ha voluto e che si sente, ora, pronto a svolgere.

Totti, ha avuto fretta.
Doveva smettere di giocare con serenità e capire che quel contratto altro non era che un cavallo di Troia per farlo smettere di giocare.

Doveva prendersi il tempo necessario per valutare tutto, persone e incarico e capire se era in grado di svolgerlo e soprattutto se avevano veramente voglia di farglielo svolgere.

In questo addio velenoso e polemico, hanno sbagliato entrambi.

Perché ogni mestiere si impara con anni di esperienza, studio, dedizione, non lo si può fare solo perché si è stati grandi giocatori.

Almeno che’ ci si accontenti di fare i personaggi bandiera, come è ora Zanetti all’Inter, rappresenta la società ma non decide nulla, oppure come fa ora Nenved che dopo anni di lavoro nell’ombra, ora si sente pronto ad avere un ruolo decisionale.