70 CANDELINE PER MERYL STREEP, TRA OSCAR E BIG LITTLE LIES

DI COSTANZA OGNIBENI

Soffia 70 candeline una delle attrici più ammirate di Hollywood, e non senza ragione, soprattutto dopo aver sentito il suo nome tra le nomination agli Oscar per ben 21 volte e aver ritirato la statuetta in ben 3 di queste occasioni. Per Meryl Streep il tempo sembra essersi fermato, e non solo per quel fascino che conserva intatto e refrattario a qualsiasi suo segno, ma anche per la dinamicità, l’ecletticità e quella capacità unica di rapire letteralmente il proprio pubblico, senza mai far passare il seppur minimo segnale di compiacimento. Perché è questo il tratto che la contraddistingue: quella spontaneità che la porta a “piacere senza voler per forza piacere”, essere applaudita senza cercare applausi, mescolando sapientemente le capacità magistrali a una classe che le dona quell’inconfondibile consapevolezza nello sguardo e che la porta ad essere una delle attrici più acclamate di tutti i tempi. E non si ferma, Meryl, nonostante i suoi quarti “anta”, anzi continua inarrestabile il suo percorso di ascesa, aggiungendo un ennesimo successo alla sua rosa, ottenuto, stavolta, con il suo impegno sul piccolo schermo per la seconda stagione della serie Big Little Lies. Il personaggio di Mary Louise Wright da lei interpretato sembra aver cambiato le sorti della serie, inizialmente nata come unica e limitata a una sola stagione, alla fine della quale, però, gli ottimi ascolti e i riconoscimenti ottenuti, avevano cominciato a far cambiare idea all’ideatore David E. Kelley, che aveva iniziato a pensare a un eventuale sequel. Ma i tempi non erano ancora maturi: una seconda stagione forse avrebbe potuto funzionare, ma mancava ancora qualcosa, e la domanda se quel successo fosse dovuto proprio a quel suo essersi risolta in un’unica volta era più che lecita. Ad aver dato l’input finale a quella che si era presentata come una semplice suggestione era stata proprio lei, l’eterna stella di Hollywood, che, nei panni della suocera di Celeste (Nicole Kidman) approda a Monterey, la cittadina dove la serie si svolge, con tante domande sul figlio. È proprio la Streep, quindi, il motore che ha dato avvio a questa seconda tornata di episodi che ha già ricevuto un ottimo riscontro di pubblico e critica, e diffusa in Italia su Sky Atlantic.

E per il grande schermo? Sempre più lontana dal viale del tramonto, l’attrice è impegnata proprio in questo periodo sul set di Piccole Donne, di Greta Gerwig, la cui uscita è ancora da ufficializzare, e di cui l’unica cosa che si sa per certo è che sarà accompagnata da un cast di tutto riguardo, che tra le sue stelle annovera anche la splendida Emma Thompson.

E per la serie non tutte le cose che iniziano male sono destinate a finir male, se pensiamo che l’approdo al grande schermo è segnato da un piccolo fallimento, ci viene quasi da sorridere: era stato Dino de Laurentis l’autore del primo rifiuto che ricevette l’attrice presentatasi al provino per King Kong di John Guillermin. Era il 1976 e l’allora produttore della pellicola non volle darle la parte, assegnata poi a Jessica Lange, perché la definì “troppo brutta”. Alla luce di quelli che sono stati i risvolti, la sentenza si è tramutata in una gaffe di dimensioni planetarie, e fa riflettere il fatto che Meryl Streep, allora ventisettenne, non abbia ceduto di un passo e sia andata avanti per la propria strada. E proprio perché il talento non è sempre tutto, se in certe situazioni si riesce a trasformare questa necessaria forma di resistenza in vera e propria resilienza, ecco che il firmamento di Hollywood si popola di una nuova stella: solo due anni dopo ricevette la sua prima parte da protagonista ne Il cacciatore di Michael Cimino e da lì l’ascesa divenne inarrestabile: solo un anno dopo arrivò il primo Oscar come miglior attrice protagonista per Kramer contro Kramer a cui fece seguito il secondo, solo tre anni dopo, per La scelta di Sophie. Occorrerà aspettare qualche anno per arrivare al terzo, giunto nel 2011 con The Iron Lady; anni in cui, tuttavia, abbiamo avuto modo di conoscerla e apprezzarla in mille e più vesti, tutte di livello, tutte sempre unite a quello charme unico e in qualche modo irripetibile, che si rivela ora in una camminata a testa alta, ora in quel collo lungo, ora in quella schiena sempre dritta. E ne è pieno il web, di foto che la ritraggono così, in quella verità nascosta dietro la finzione dei suoi personaggi, in quelle pose che la rendono incredibilmente simile alle donne dei quadri di Modì.

Che nella vita privata sia sposata con quattro figli e una nipote poco ci interessa. Per noi è e rimane una grande stella che vive di luce propria e mai riflessa, una luce talmente potente, da non aver bisogno di aggiunte sulla sua vita privata per emanare ancora più bagliore ai nostri occhi.