IL MODELLO MILANO

DI ROBERTO SCHENA

Dietro l’autocelebrazione e gli osanna mediatici
IL MODELLO MILANO
Riflessioni sui post di Luigi Caprarella e Sergio Brenna

1) A Milano si è verificato un ingresso pesantissimo del capitale finanziario nel settore immobiliare. E’ quello che ha determinato la comparsa di numerosi grattacieli. Si tratta di un business controllabile, “di casa”, basta una telefonata e il pgt è fatto e/o bell’e che gabbato anche nelle regole minime fatte da loro. Guadagni facilissimi e sicuri.

2) Straordinario il fenomeno dei prezzi gonfiati degli appartamenti in vendita, su cui si regge una grossa bolla finanziaria, per cui investo 10 nell’impresa edile e guadagno 100 con grande faclità, ma poi alla fine come tutte le bolle qualcuno resterà col cerino in mano e si troverà con un appartamento pagato 100 che varrà 30 o 40. In parte è già accaduto.

3) Con la crisi del 2008 stava già accadendo che la bolla immobiliare scoppiasse, c’è stata una forte crisi del prezzi degli immobili rientrata in parte grazie alle acquisizioni dei fondi sovrani del Qatar che si sono comprati Porta Nuova. Hanno ridato “fiducia”, risollevato la situazione che stava precipitando.

4) dopo l’immissione sul mercato di porta Nuova e City life, una serie di grandi immobili sono venuti “a scadenza”, ossia si sono svuotati, come torre Velasca, Pirellone, ex Locatelli, buona parte dei negozi commerciali del centro storico. Riempi da una parte, svuota dall’altra, non è denaro che aumenta, ricchezza che cresce, ma è sempre lo stesso che gira aumentando nominalmente di valore. Costruisci di qua, mettendo in crisi di là e la chiami “città verticale” o “bosco verticale” (ne vedremo altri) stracciando il prg nell’intento di raddoppiare i prezzi. Non c’è una città che cresce ma una città che inganna se stessa.

5) Da qui la necessità di mantenere alto il valore immobiliare con una serie di iniziative kermesse: Expo, i navigli, trasferimento di Città studi, adesso olimpiadi invernali, domani quelle estive soffiate a Roma. Il tutto con i milanesi entusiasti, salvo coloro che si vedono la casa oscurata da un nuovo grattacielo. D’altra parte le aree libere sono appositamente lasciate al degrado e la gente si stufa.

6) Non si è capita bene la natura di tutto questo capitale finanziario avido di profitti immediati, che irrompe nel mercato immobiliare milanese. Da dove vengono simili somme da poter erigere costosi grattacieli uno dopo l’altro in così pochi anni, senza un corrispettivo sviluppo economico? In parte dalle evasioni lecite, Hines per esempio (porta Nuova), ha la sede fiscale in Lussemburgo, è una multinazionale “americana”, cioè finto Usa, ma i capitali chi li controlla? La GdF? Solo per la parte italiana. Gli stessi fondi del Qatar, perché mai un emiro già straricco dovrebbe essere interessato a investire in una città che la sua capitale ha superato in modernità almeno 600 volte deppiù? Doha è come Milano non sarà mai nemmeno fra 100 anni, i milanesi sembrano degli ottentoti a confronto. Qualche domanda è lecito porla sui giri strani della finanza mondiale sottoposta a controlli zero.