MICHAEL JACKSON 10 ANNI DOPO. PERCHÉ È PRENDERE O LASCIARE, E GLI ULTIMI GOSSIP

DI LUCA MARTINI

Come si fa a dire: separa l’artista dall’uomo? È fattibile con un pittore (Caravaggio era un assassino), con uno scrittore (Simenon andava a puttane), con un attore (chissenefrega se un premio Oscar finisce in rehab), ma quando dovete separare privati peccati dalle pubbliche virtù, cascate male se il soggetto è una popstar. Di cui non importano solo musica e parole delle canzoni in hit parade, ma tutto insieme il pacchetto identificativo per il fan spesso adolescente; pacchetto comprendente look e allure, abiti e mosse, modi e mode con cui prende la vita, l’amore, il sesso.

Ovvero. Se di Michael Jackson ci fosse arrivata solo la voce – e non il passo del Moonwalk, e non il clip di Billy Jean, e non la sua ammiccante e apparentemente giocosa maniera di sfidare i confini del gender, e non la sua pericolosa ambizione di essere un Peter Pan a cui (Freud docet) sarà di certo tutto permesso, pure perdere il naso e smacchiarsi la faccia – se di MJ non ci fosse stato tutto questo, staremmo qui oggi ad ascoltarlo, a dibatterne, ad accalorarci per salvarlo o per bannarlo per sempre con ignominia, come hanno fatto negli States? Prendete un altro caso, Kurt Cobain: le sue canzoni non assomigliano alla fucilata che si è sparato?

Bene. Fatta piazza pulita di un equivoco, cioè avendo enunciato il problema, segnaliamo che la miglior celebrazione di Michael Jackson a dieci anni della morte è stata quella di un amico, oltre che di un grande musicista, Quincy Jones: il produttore, pur senza metterle nei titoli di testa, ha diretto il 23 giugno le canzoni più iconiche di MJ nell’esecuzione della Symphony Orchestra, alla London 02 Arena, il luogo dove la popstar avrebbe dovuto tenere i 50 concerti consecutivi di This Is It. Lo avrebbero consegnato definitivamente al mito e invece andarono ad ingigantirne la fatale leggenda.

Per le feste del 25 giugno si rivelano buoni i siti come globalMJ.net, che mostra come i fan club siano vitali, anzi attivissimi. Ognuno troverà la sua nottata a Los Angeles, oppure il suo percorso a Disneyworld, persino lo sconto nei musei delle cere dove ci sono statue di MJ. Eventi simili si trovano anche da MJvibe oppure nel passaparola della vivace comunità UK Proprio quest’ultima ha fatto fronte per il nuovo docu su MJ, da cui si hanno succose notizie per ulteriori gossip.

Killing Michael Jackson, in onda sul Discovery Network e sulla Nove il 24 giugno, contiene interviste esclusive a Orlando Martinez, Dan Myers e Scott Smith, i tre detective della polizia di Los Angeles che per primi entrarono nel ranch di Neverland dopo la chiamata ai soccorsi.
La stanza era zeppa di medicinali e di articoli sanitari vari e c’erano un computer, una bambola molto realistica e una bacheca con foto di ragazzini.

Che si aspettavano? MJ, morto in circostanze misteriose dieci anni fa, sapeva fare il Moonwalking, perché era fin da piccolo, fin da quando lo guardò e lo mise bene a fuoco papà Joseph, un abitante della Luna. E agli abitanti della Luna, soprattutto quando soffrono d’insonnia, può essere letale prendere dell’anestetico propofol. Segnatevi il nome, quasi pop. Venne somministrato a MJ dal medico curante (quattro anni per omicidio colposo) e MJ andò in overdose.

News più da compleanno (anche se macabro) ce le porta il Guardian, dove Janet Jackson dice che l’eredità del fratello, ‘his music legacy’, va protetta e continuata. Non per niente lei aveva inciso con lui Scream nel 1995 che si vendicava dei media due anni dopo lo scoppio del caso. Spiega ora Janet: “Voi conoscete l’impatto che la mia famiglia ha avuto sul mondo. Non vorrei in alcun modo apparire arrogante, ma è un dato di fatto. È tutta grazia di Dio e ne sono grata”.
Due uomini, intanto, James Safechuck e Wade Robson, sono in attesa di giustizia, vittime di ‘child abuse’ da parte di MJ. Per la cronaca i precedenti processi iniziati nel 1993 si erano conclusi nel 2003 e in mezzo c’erano state scritture private, accordi extragiudiziali.

Ma torniamo da capo alla domanda iniziale. Lo prendiamo o lo lasciamo questo MJ a pezzetti o in blocco? Una scappatoia all’aut aut forse c’è se l’industria deciderà che le è conveniente: vanno benissimo i biopic nostalgici, vedi Bohemian Raphsody; con il suo incasso miliardario in dollari ha mostrato che gli anni 80 sono un momento magico per il grande cinema. E MJ di quegli anni è stato il re incontrastato con Off The Wall (1979), Thriller e Bad. Chi lo spiegherebbe meglio che un filmone, ai ventenni di oggi, chi era il MJ di Thriller, e se era un lupo mannaro davvero, e quanti ce ne sono da sempre nel rock e nel pop?