SULLO SCANDALO LOTTI PALMARA. LA SCIVOLATA DI TRAVAGLIO SUI “GIORNALONI”

DI VINCENZO VASILE

Travaglio, con il quale spesso concordo e spesso dissento (da lettore ed ex collaboratore del Fatto Quotidiano) oggi si fa scappare dalla penna una scivolata inammissibile contro i “giornaloni” che hanno pubblicato – a differenza o meglio prima del Fatto – le intercettazioni prive finora di risvolti penali ma piene di riflessi disciplinari che la Procura di Perugia ha mandato al CSM sullo scandalo Lotti Palamara. Se non abbiamo capito male si invitano le Procure competenti a procedere contro quei colleghi che hanno avuto e pubblicato notizie che il Fatto non aveva o non pubblicava. Io penso invece che la rilevanza di cronaca e il diritto di critica siano sicuramente prevalenti rispetto a qualunque “reato” sia stato compiuto dai colleghi. La violazione del segreto istruttorio (quando esisteva) e adesso quella del segreto di ufficio e investigativo diventano -specie durante crisi istituzionali come quella che si profila – strumenti di lavoro essenziali sia pure estremi per un giornalismo libero che ha portato alla luce i misteri e gli scandali italiani. Secondo me le ragioni di concorrenza editoriale e le polemiche interne alla “categoria” non possono prevalere su questi principi e concetti basilari del nostro lavoro e del rapporto della libera stampa con i lettori. A costo di allungare oltre misura questo post aggiungo che se Travaglio ha torto nel non mostrare alcuna solidarietà ai colleghi che avrebbero “violato” il segreto, questi – e i cosiddetti giornaloni, non parliamo di esponenti politici vari – sbagliarono a non solidarizzare con lui né con noi dell’Unità e del Fatto quotidiano, quando venivamo vessati nelle aule di giustizia e altrove per aver “ violato “ i paraventi del malaffare