IL BOOM DEL CALCIO FEMMINILE. E SABATO C’E ITALIA-OLANDA

Di VANNI PUZZOLO

 

La provocazione della Buonansea:” visto che non siamo buone solo in cucina?”

La sua doppietta, contro l’Australia, determinò un passaggio cruciale, da allora, scrivemmo, nulla sarà più come prima.

Ora il luogo comune: “il calcio è uno sport da maschi” non si sente più.
Certo qualcuno continua a storcere il naso, sulla qualità del gioco e delle partite, qualcuno ha pure ipotizzato di ridurre il campo e i tempi di gioco, ma il Mondiale francese, semmai ce ne fosse bisogno, è destinato a stravolgere qualsiasi pensiero maschilista/sessista o comunque retrogrado.

È stato sconfitto, con le prestazioni delle nostre azzurre, il pregiudizio.

Ora quando una bimba dirà a sua mamma, “voglio andare a giocare a calcio, voglio diventare come la Girelli o la Giacinti,” nessuna si preoccuperà per avere una bimba diversa, verrà vista e considerata come una scelta assolutamente naturale.

Le azzurre non hanno fatto però soltanto questo, hanno dimostrato che,volendo, ci si può spingere oltre i propri limiti, contro ogni pronostico.

E le ragazze della Bertolini lo vogliono, eccome.

Abbiamo sperato con l’Under 20, sofferto con l’Under 21, ma stiamo gioendo e di brutto con la nazionale femminile.

Siamo nelle prime otto squadre al mondo, e sabato, battendo l’Olanda, campionesse d’Europa in carica, possiamo entrare nelle prime quattro.

Pensate ad un sogno? Sbagliate, le ragazze hanno lavorato duro, ci credono, lo vogliono, e ora chi le incontra le teme.

E’ cresciuta l’auto-stima, ora non si accontentano di stupire, ora vogliono arrivare, più in alto possibile.
Osservatele come cantano l’inno nazionale, come si tengono abbracciate, come gioiscono ad ogni gol, senza bisogno di togliersi la maglia ( sotto hanno il reggiseno sportivo, tranquilli), non mandano segnali polemici, non si toccano le orecchie, gioiscono e basta, e cercano l’abbraccio ideale di tutti gli italiani.

Quando si crea una miscela così esplosiva, quando si riesce ad avere una squadra così unita, quando si ha pure tanta qualità ( nel palleggio siamo bravissime) quando si corre fino ai crampi e non si perde tempo a protestare o a fare le capriole per un calcetto ricevuto, e soprattutto quando si è organizzate così bene, con una fase difensiva da paura, beh, si può veramente pensare che arrivare fra le prime quattro al mondo sia davvero nelle loro possibilità.

Le azzurre confermano l’enorme successo della partita col Brasile, superando il 30% di share con la vittoria contro la selezione cinese per 2-0.
Il boom improvviso del calcio femminile continua a trovare ampio riscontro nei risultati televisivi, indice dell’interesse pubblico per le storie delle ragazze allenate da Milena Bartolini.

Il successo non è stato solo sul campo, anche il telecomando ha dato ragione alle ragazze mondiali.

Le azzurre di Milena Bertolini, che il 25 giugno hanno battuto per 2-0 la selezione cinese guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale dei campionati del mondo di calcio femminile, continuano a confermarsi un fenomeno mediatico interessantissimo, a giudicare dal gran parlare sviluppatosi in patria sul tema del calcio femminile in queste ultime settimane, certificato da ascolti da capogiro degni della nazionale maschile.

Il confronto può apparire di cattivo gusto, ma l’utilizzo di questo parametro è sensato se si considera che le partite della nazionale maschile sono tra gli eventi più visti in Tv.

Ebbene, dopo l’enorme successo della prima partita della nazionale di calcio femminile trasmessa da Rai1 in prima serata – oltre 6 milioni di telespettatori per Italia-Brasile di qualche giorno fa – le azzurre portano a casa un altro risultato da capogiro, con un 30.8 % di share e 3.963.000 telespettatori registrati nella fascia oraria tardo pomeridiana (la partita iniziava alle 18).

È presto per dire come si possano interpretare questi dati.
Il boom improvviso di questi mondiali non può considerarsi come una consacrazione del calcio femminile, ancora lontano dal mettere radici nel nostro tessuto culturale.

Ma è indubbio come, grazie all’impegno di Sky e alla prontezza mostrata dalla Rai nel capire che le partite delle azzurre potevano meritare il palcoscenico della prima rete, stia nascendo qualcosa che potrebbe consolidarsi nei prossimi anni.

Quando sarà finito il mondiale, speriamo che la politica, il CONI, e la Federazione non si dimentichino di tutto questo, e lavorino per dare a questa disciplina una legge sul professionismo, che sarebbe un grandissimo passo avanti e una grande forma di incentivazione, sperando che la politica invece di compiere il proprio lavoro, non si preoccupi soltanto di andare in Francia e fare vetrina, ora che le cose si mettono al meglio, un classico consueto dei nostri politici.

Anche i media dovrebbero smettere di far commentare, e invitare solo opinioniste donne, questo calcio, quello dei mondiali meriterebbe commenti unisex, il fatto di invitare solo ex allenatrici, vecchie glorie, e comunque donne, fa sì che si voglia far intendere o passare il messaggio che queste sono cose da donne.

Dimenticando che parlando di cucina è un bel pezzo che uomini e donne si confrontano e rappresentano al meglio l’arte culinaria.

La televisione, in questo processo, avrà un ruolo determinante.

Ma visto che siamo ancora in gioco, ora lo sguardo ora è rivolto a sabato 29 giugno, quando le ragazze della nazionale affronteranno nei quarti di finale le avversarie ostiche dell’Olanda.
La partita è prevista per le ore 15 e, con ogni probabilità, verrà trasmessa ancora da Rai1, e ci sarà un nuovo boom di ascolti.