PROROGA MISSIONI INTERNAZIONALI, UN PENSIERO PRIMA DEL VOTO

DI LUCA SOLDI

 

 

Oggi alla Camera si vota la proroga delle missioni internazionali.
Questioni importanti che si è cercato nascondere e minimizzare ma che come sempre fanno i nodi vengono al pettine.
Questioni che fra l’altro anche i media più autorevoli non hanno evidenziato più di tanto.
Fra i punti più dirimenti ci sono quelli che riguardano i drammatici rapporti di interesse con la Libia o almeno con quello che ne rimane.
Verrà toccato il punto in cui si parla degli accordi con quel Paese per contenere, fermare il flusso dei migranti.
E dunque si entrerà nel merito del sostegno, del finanziamento per le famose motovedette, per i “centri di permanenza”, per l’addestramento.
Per le regole di ingaggio e per la collaborazione con le nostre forze militari.
Si dovrà votare per autorizzare, finanziare, indirizzare e moralmente accettare quanto emerso in questi anni di “collaborazione” con le fantomatiche autorità libiche.
Si dovrà in sostanza confermare quanto era nato dalle intuizioni del ministro Minniti che intrapreso questa strada aveva dato un colpo mortale ai flussi migratori ma anche al sentimento di umanità celando sotto un velo pietoso il rispetto dei diritti umani.
Niente, il minimo indispensabile, potrà dire qualcuno guardando a quanto avviene oggi con l’esecutivo giallo verde.
Il prezzo minimo, diranno altri, di fronte ad una situazione incontrollabile, non più gestibile.
Un prezzo che però ha generato le nuove barbarie che avvengono nel mare Mediterraneo o nei centri di dentizione nei lager libici dove tutto avviene nella completa indifferenza del nostro mondo.
Adesso, oggi, si dovrà tornare a ratificare e rinnovare quegli accordi probabilmente a larghissima maggioranza.
Probabilmente tutti insieme con maggioranza giallo verde e da Forza Italia.
Qualche voce però si leverà a ricordarci quanto oggi quello che verrà sottoscritto di nuovo riguarderà il sostegno anche ad un accordo che adesso sappiamo bene che cela delle violazioni dei diritti umani e che viene realizzato con una “entità”, la Libia che sta vivendo una vera e propria guerra civile.
Un conflitto fra bande, fazioni e tribù incontrollate ed incontrollabili che genera ancora di più morte e distruzione.
Che genera vere e proprie deportazioni all’interno della popolazione libica.
Che impedisce di avere rapporti stabili con i soggetti scelti come destinatari dei “compensi” per il “lavoro” da svolgere.
Questo e molto altro ancora avranno da pensare oggi i nostri deputati mentre verrà richiesto di tornare a ratificare quegli accordi.