SEQUESTRATI I BENI DI LUCA LUCCI, L’ULTRA PREGIUDICATO DELLA FOTO CON SALVINI

DI MARINA POMANTE

La polizia ha posto sotto sequestro beni per circa un milione di euro a Luca Lucci, capo ultras del Milan, già arrestato nel maggio 2018 per spaccio in concorso. Lucci era finito agli onori delle cronache nel dicembre scorso per alcune foto che lo ritraevano con Matteo Salvini. Il loro incontro aveva animato il dibattito politico per via dei trascorsi dell’ultras.
Salvini in un primo momento non prese le distanze da Lucci e disse che il saluto che gli aveva fatto non era compromettente, “ci sono tante brave persone” e fece una delle sue tante dichiarazioni: la mafia sarebbe stata sconfitta in “qualche mese”. Poi fece marcia indietro e si giustificò dicendo di non conoscere Lucci e di averlo incontrato per la prima volta in quell’occasione.
Disse: “era la prima volta che lo incontravo” spiegando che “non si sarebbe fatto fotografare con lui se avesse saputo dei suoi precedenti penali”. “Ogni giorno, raccontò Salvini, faccio foto con centinaia di persone, ovviamente non chiedo alle centinaia di persone che mi fermano a feste, incontri, cene o in strada, il certificato penale”.

Il provvedimento è della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia, ed è stato eseguito dalla Divisione Anticrimine della questura di Milano. “A seguito degli accertamenti patrimoniali, si legge in una nota della Questura, è emerso che traeva le sue principali fonti di sostentamento dal traffico degli stupefacenti”. Il sequestro è stato effettuato in un edificio di due piani con autorimessa e nella gestione di un bar, storico ritrovo degli ultras del Milan. Sotto sequestro anche un’auto di grossa cilindrata e dei conti correnti.
Per la Questura di Milano, Lucci ha un profilo non proprio edificante,“fin dalla giovane età ha stretto consolidati legami con la criminalità organizzata legata al mondo del traffico di stupefacenti e inoltre annovera precedenti per gravi reati contro la persona, in relazione alla sua appartenenza al mondo ultras”.

Lucci è nato nel 1981, ufficialmente è un elettricista, considerato una delle figure più carismatiche della curva. Colpito tre volte dal Daspo e condannato a 4 anni per l’aggressione nel 2009 a un tifoso dell’Inter, che perse un occhio e in seguito si uccise. Lo stesso anno è finito in un’indagine assieme ad altre 21 persone, tutte destinatarie di misure cautelari, con l’accusa di vendita e spaccio di droga. In quell’operazione furono rinvenuti e sequestrati 600 chili di hashish, marijuana e cocaina e, secondo quanto emerse dalle indagini, fu proprio il “Toro”, così è soprannominato Lucci, a trovare e scollegare una telecamera della polizia piazzata proprio all’esterno del circolo sequestrato. Per questa vicenda, a settembre 2018, ha patteggiato una pena a un anno e mezzo di carcere.