L’ULTIMO ORRORE DI TRUMP: USARE LA SOFFERENZA DEI BAMBINI MESSICANI

DI MARINA VIOLA

I piccoli detenuti in Texas vivono in condizioni disumane. Utilizzare questa tragedia come deterrente all’immigrazione è un crimine contro l’umanità.

«Mercoledì abbiamo saputo che c’è stata un’epidemia di pidocchi in una delle celle in cui si trovavano circa 25 bambini. Sei di loro sono stati trattati con degli shampoo, mentre agli altri avevano dato due pettini sottili da condividere, cosa che non si dovrebbe mai fare quando è in corso un’epidemia di pidocchi. Uno dei pettini è andato perduto, e gli agenti della polizia di frontiera si sono arrabbiati a tal punto che hanno deciso di togliere le coperte e i materassi ai bambini che, per punizione, sono stati costretti a dormire sul pavimento».

 

Manifestanti contro la detenzione di bambini messicani al confine.

MANCANO PANNOLINI, CIBO E ACQUA

Non è un racconto di Primo Levi sulla vita a Auschwitz, ma di Warren Binford, legale del team di avvocati che si è recato la settimana scorsa a Clint, città texana al confine con il Messico dove sono detenuti in circostanze disumane centinaia di bambini separati dalle loro famiglie. Molti di loro hanno passato il confine con zii o parenti, per potersi riunire con i genitori già in terra americana. La situazione sanitaria è a dir poco precaria, sono molti i casi di influenza, morbillo e altre malattie contagiose. Una degli avvocati intervistati dal New Yorker racconta della mancanza di pannolini, di igiene (alcuni bambini hanno raccontato di non fare una doccia da settimane), ma anche di cibo e acqua.

«SPORCHI, AFFAMATI E SOLI»

Gli avvocati volevano assicurarsi che i bambini ricevessero le attenzioni necessarie richieste dalle leggi vigenti e hanno trovato una situazione sconvolgente. Tutti i piccoli (più di 300, ma continuavano ad arrivarne) sono detenuti in un luogo costruito non certo a loro misura, ma destinato alla permanenza breve di adulti. «I bambini ci hanno detto che erano lì da più di tre settimane. Erano sporchi, c’era muco, cibo, latte sulle loro magliette e sui loro pantaloni. Ci hanno detto di avere fame, che alcuni di loro non fanno la doccia dal giorno in cui sono arrivati. Alcuni si sono lavati i denti solo una volta. Hanno spiegato che nessuno si occupa di loro, per cui i più grandi si prendono cura dei più piccoli», continua il racconto di Binford. «Molti di loro dormono sul cemento. Vengono distribuite delle coperte dell’esercito, ma sono di lana e pizzicano. Non sempre ne danno due a testa, una da mettere sopra il cemento e l’altra per coprirsi, per cui coloro a cui viene data una sola coperta devono decidere se dormire sul cemento o avere freddo la notte».

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