REGGIO EMILIA, SGOMINATA BANDA DI “MANIPOLATORI DI BAMBINI”. 20 INDAGATI

DI CLAUDIA SABA

Politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti.
Sono almeno venti gli indagati.
Alcuni arrestati, su ordine della procura di Reggio Emilia.
Un sistema di “gestione dei minori”, costruito ad arte, che andava avanti da anni.
E non solo a Reggio Emilia.
Indagato anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, posto ai domiciliari.
Anche collaboratori e professionisti di una nota Onlus di Torino, psicologi dell’Asl reggiana e operatori sanitari coinvolti nell’inchiesta.
Con relazioni false e disegni artefatti avrebbero allontanato i bambini dalle proprie famiglie, collocandoli in affido retribuito, tra amici e conoscenti compiacenti.
Un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro.
Durante le sedute di psicoterapia, sarebbero stati utilizzati metodi altamente manipolativi.
Impulsi elettrici, usati come “macchinetta dei ricordi, servivano ad alterare lo stato dei relativi ricordi in prossimità dei colloqui giudiziari”.
Falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi.
Insomma, dei veri e propri ‘lavaggi del cervello’.
Tra gli affidatari, ci sarebbero titolari di sexy shop, persone disturbate psicologicamente o con figli suicidi.
In almeno due casi, sono stati segnalati abusi sessuali presso le famiglie affidatarie.
Un modello istituzionale, in tutta la provincia di Reggio Emilia, che sul tema di tutela dei minori, avrebbe ben poco in comune.
Anni e anni durante i quali, i Servizi sociali avrebbero omesso di consegnare ai bambini lettere e regali dei genitori naturali.
Tutto ritrovato e sequestrato dai carabinieri, accatastati in un magazzino.
Secondo la procura, si tratterebbe di un business illecito ai danni dei minori sottratti alle rispettive famiglie. Le accuse vanno dalla frode processuale al depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso.
La vasta operazione, senza precedenti in Italia, è condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia e coordinata dal sostituto procuratore, Valentina Salvi.