CIMITERO MONUMENTALE DELLA CERTOSA

DI DANILO MASOTTI

Faceva caldo.
Molto.
Era mezzanotte.
Si incontrarono tutti e quarantanove in Via Pizzardi 1 alla camera mortuaria dell’ospedale Malpighi e si diressero come degli zombie (lo erano) verso la casa di Masotti.
James Farths suonò il campanello.
Masotti non aprì.
James Farths suonò di nuovo il campanello.
Masotti scese dal letto e rispose al citofono “Chi è?”
“Affacciati alla finestra” disse una voce roca.
“Ti sembra l’ora di suonare che svegli me e tutta la mia famiglia! Ma chi sei?” gridò lo scrittore.
“Affacciati alla finestra e lo scoprirai”.
“Soccia che due maroni” pensò Masotti.
Tirò su la tapparella.
Gli zombie erano in strada che lo fissavano in silenzio.
Masotti li riconobbe tutti.
Li guardò negli occhi uno ad uno e disse “Quindi?”.
“Quindi ci devi aiutare” disse l’olandese Olaf Wind.
“Come posso aiutarvi che siete morti?” disse Masotti che intanto si dava dei pizzicotti sulle braccia per capire se quello fosse un sogno oppure no.
“Aiutaci che siamo messi male” disse Frank Strong.
“Dicci cosa dobbiamo fare!” urlò Edvard Fjert .
“Tu ci hai creato, tu hai raccontato di noi, tu hai raccontato di Bologna e ci hai fatto morire, ma noi siamo ancora qui nella memoria dei tuoi lettori, devi dirci cosa dobbiamo fare” replicò Ilenja Cucurnia.
“Va bene, aspettate un attimo” disse Masotti.
Gli zombie aspettarono una decina di minuti in strada, poi lo scrittore scese in ciabatte e andò a vuotare il rusco.
Si avvicinò a James Farths e gli consegnò un bigliettino.
“Tieni. Qui leggerete quello che dovete fare e adesso basta che domattina mi devo svegliare presto che devo andare a fare di video con Giorgio Comaschi per la #cartasmeraldo, al pomeriggio ho una call, poi la sera devo esibirmi insieme a Duilio Pizzocchi al Ponte della Bionda. Vi prego, non fatevi vedere anche lì. Seguite solo le istruzioni che trovate sul foglietto e non ve ne pentirete. Buonanotte!”.
Gli zombie salutarono il loro creatore e si diressero a piedi in un magazzino vicino allo Stadio Dall’Ara.
Entrarono.
Portarono via tutto quello che c’era da prendere e entrarono al Cimitero Monumentale della Certosa.
I morti sentirono quei passi sospetti nella notte e cominciarono a dire “Ma chi è che straccia i maroni a quest’ora?”, “Soccia oh, non si può stare tranquilli neanche da morti”, “Ma quanti sono? Saranno dei turisti”, “Sì, sono dei forestieri”.
Gli zombie fecero finta di non aver sentito nulla e raggiunsero come da istruzioni la tomba di Lucio Dalla.
Era buio pesto.
Vegano 2 lanciò il coro “Lu-cio Lu-cio Lu-cio”.
Arrivò Lucio Dalla.
“Ma cosa volete?”.
“Sorpresa” dissero tutti quanti in coro.
Si accesero le luci.
Erano le luminarie di Via d’Azeglio, quelle con il testo della canzone L’ANNO CHE VERRA’ che tanto erano piaciute a bolognesi e forestieri, un volano del turismo.
Lucio Dalla si commosse.
Molto.
Cantarono insieme la canzone fino all’ultima nota, Lucio firmò autografi con dedica a tutti quanti, poi le luci si spensero e ognuno dei presenti sparì dalla faccia della terra.
Per sempre.
Soccia!

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