NASTRI D’ARGENTO 2019: “IL TRADITORE” DI BELLOCCHIO SI AGGIUDICA SETTE PREMI

DI ANDREA GRASSO

 

Si è svolta il 29 giugno al Teatro Antico di Taormina la 73ma edizione dei Nastri d’Argento, ovvero i premi che il SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) assegna al cinema italiano della stagione appena trascorsa.
Un’edizione con più ristrettezze del solito e con meno affluenza di pubblico; l’enorme Teatro infatti presenta moltissimi posti vuoti, soprattutto sugli spalti, dovuto probabilmente a un calo di presenze del pubblico pagante che non è più disposto a pagare un biglietto d’ingresso per una sfilata di attori e registi che ritirano un premio, visto che oramai i momenti di show e intrattenimento si sono ridotti al minimo.
Uno di questi pochi momenti di intrattenimento è proprio quello che apre la serata, con Noemi che canta la canzone resa famosa da Ornella Vanoni, “Domani è un altro giorno”, e alla fine dell’esibizione ritira il premio per la migliore interpretazione che funge da colonna sonora al film omonimo.
Con la presentazione di Anna Ferzetti si susseguono poi i premiati e i premiatori, regalandoci ogni tanto qualche siparietto divertente o qualche aneddoto dal dietro le quinte dei film. Tra i momenti salienti, l’omaggio di Enrico Vanzina al fratello Carlo scomparso un anno fa, facendo notare a questo proposito che la registrazione della serata andrà in onda su Raiuno l’8 luglio, a un anno esatto dalla scomparsa, e che uno degli ultimi ricordi felici è stata proprio qui ai nastri; lo stesso Vanzina resta sul palco per premiare Paola Cortellesi come miglior attrice comica per “Ma cosa ci dice il cervello”, e l’attrice nel discorso di ringraziamento afferma che ha fatto personalmente molte scene d’azione in questo film, ma più che sentirsi una eroina si sente Superpippo; poi, più seriamente, dedica il premio al padre Luigi.
Il miglior attore comico è Stefano Fresi, per tre film diversi (il già citato “Ma cosa ci dice il cervello”, “C’è tempo” e “L’uomo che comprò la luna”), e riceve inoltre il “Premio Nino Manfredi” per la fiction “In arte Nino”; Fresi, visibilmente grato a Erminia, la moglie di Nino, e alla nipote Sara che la accompagna, svela che proprio grazie all’attore romano scomparso ha deciso di fare questo lavoro.

A proposito di rivelazioni, anche Andrea Carpenzano, vincitore del premio come personaggio dell’anno indetto da uno degli sponsor, svela di non aver avuto in mente di fare la carriera di attore fin quando non ha accompagnato una sua amica per un provino, che a lei andò male…

Il secondo importante momento di intrattenimento lo fornisce Serena Rossi, che canta “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, collegato al Nastro speciale che riceve per la sua miglior interpretazione nel film “Io sono Mia”; la Rossi ricorda la cantante scomparsa ricordando che ha fatto il suo ultimo tour in Sicilia e quindi vede fortemente simbolico il premio ricevuto nella stessa terra; inoltre confida che all’inizio aveva molta paura per questo ruolo, e solo in seguito l’ha trasformata in energia positiva.
Un terzo ospite musicale, Enzo Avitabile, ritira però velocemente il Nastro per la miglior canzone originale ne “Il vizio della speranza” ma non si esibisce; mentre un quarto, Nicola Piovani, purtroppo non è riuscito ad essere a Taormina per motivi di lavoro e quindi manda al pubblico tramite un videomessaggio filmato a casa sua i ringraziamenti per il premio alla migliore colonna sonora, ovvero quella de “Il traditore”.
Come di consueto c’è anche il premio Graziella Bonacchi, dedicato all’agente scomparsa: Linda Caridi viene premiata da Favino e Lo Cascio, che parlano con affetto di Graziella, dicendo che la sentono ancora con loro

Anna Foglietta ritira il premio come miglior attrice protagonista per “Un giorno all’improvviso”, un film indipendente che, come lei stessa afferma, ha bisogno della protezione dell’artista; aggiunge inoltre che è importante prendersi cura della propria salute mentale e manda un pensiero a Giulio Regeni, Silvia Romano, a chi salva vite umane dal mare e a Taranto.
Per il miglior attore non protagonista i premiati sono due: Luigi Lo Cascio e Fabrizio Ferracane per “Il traditore”; Lo Cascio dedica il premio a sua mamma e con un siparietto che fa ridere di gusto il pubblico scherza su prolissità dell’intervento precedente e inizia a recitare Riccardo III di Shakespeare in dialetto palermitano.
Il miglior attore protagonista è Pierfrancesco Favino per “Il traditore”, ed essendo il compagno della presentatrice, lei entra visibilmente in imbarazzo, mentre lui sembra più a suo agio nello scherzarci su fondendo questo momento di vita professionale e personale; alla fine, quando dedica il premio alle figlie Greta e Lea, Anna non riesce a trattenersi e si commuove.
Ed è proprio “Il traditore” il film più premiato della serata, in quanto oltre ai tre già citati premi, prende anche quelli tecnici di miglior montaggio e sceneggiatura e quelli più prestigiosi di miglior film e miglior regia; il gran finale dunque, che vede anche l’aggiunta di co-presentatrice di Laura Delli Colli, presidente del Sindacato, ha come protagonisti Bellocchio, Favino e Lo Cascio; il regista sottolinea come questo film faccia parte del cinema civile e che è riuscito a conquistare sia Cannes che le sale, facendo una dedica particolare alle troupe sparse in giro per il mondo (Sicilia, Roma, Germania, Brasile).

Andrea Grasso. Da Taormina