PONTI OLTRE GENOVA, DOVE E’ PASSATA E CAMMINA LA STORIA DELL’UMANITÀ

DI GIOVANNI PUNZO

Omaggio al ponte di Genova che non c’è più, vergogna umana il suo crollo e vanterie fuori luogo per l’abbattimento compiuto. Sui ponti è passata la storia, nel bene e nel male, del genere umano. Giovanni Punzo sceglie il ponte sulla Drina di Ivo Andric nei suoi Balcani, i ponti italiani distrutti dalle guerre, con una puntatina a Bassano sul cui ponte -sul Brenta, attenti a voi-, ‘noi ci darem la mano’. Prima un mini prologo storico. Ponte, realizzazione umana per superare un ostacolo. Se vai per enciplopedia, i ponti possibili sono decine e decine con infinite varianti. Ponti fissi e quelli mobili, vedi il ponte levatoio. Ponte ad arco, ponte strallato, ponte girevole, ponte sollevabile, ponte su chiatte, e ci fermiamo per non esagerare con l’ingegneria. Più semplicemente, tendiamo a distinguere tra ponti che uniscono e ponti che crollano o che, abbattuti dalle guerre, isolano, chiudono, imprigionano. Ponti da sempre nel mondo, da quando l’uomo uscì dalla caverne e iniziò a costruirsi ripari. Il primo ponte fu probabilmente un semplice tronco d’albero caduto per caso fra le due rive di un fiume. Poi anche i ponti crebbero con l’uomo. Il ponte di Kazarma in Grecia, età del bronzo, tredicesimo secolo avanti Cristo, è uno dei ponti ad arco in pietra più antichi ancora esistenti e in uso… CONTINUA SU REMOCONTRO:

Ponti oltre Genova, dove è passata e cammina la storia dell’umanità