SEA WATCH, BEATO IL PAESE CHE NON HA BISOGNO DI CAPITANI

DI CHIARA FARIGU

Le tifoserie stanno dando il meglio di sé in queste ore. Perché a questo si è ridotta la vicenda Sea Watch, a tifo. Per l’uno o per l’altra. Alla faccia della tragedia umana che passa non in secondo ma in ultimissimo piano.

In questa brutta vicenda perdono tutti. Compresa la capitana. 

In primis il ministro dell’Interno che perde faccia e credibilità. Di cartone, i muscoli mostrati nelle dirette fb, come i divieti dei suoi decreti. ‘I porti restano chiusi’, iniziato come slogan elettorale è approdato tra le battute da cabaret. Gli sbarchi non si arrestano. Lo abbiamo visto in questi giorni mentre alla ong veniva impedito l’attracco, barche e barchini approdavano e approdano senza difficoltà alcuna.

Perde l’Europa, indifferente e cinica. Pronta a bacchettare chi è sempre in prima linea ma altrettanto pronta a girarsi dall’altra parte nel momento del bisogno e della condivisione di una tragedia umana che comunque la si pensi va affrontata e risolta.

Beato il popolo che non ha bisogno di capitani. Più o meno coraggiosi, più o meno intrepidi, avventati o incuranti delle leggi, giuste o sbagliate che siano. Non è questo il punto. In questa vicenda a perdere è anche la ‘nostra’ capitana. Che ha cercato e creato un caso politico. Ben sapendo come sarebbe e andrà a finire.

Comunque la si guardi fa acqua da tutte le parti questa storia. Acqua melmosa che ci sta sommergendo tutti. Inesorabilmente

L'immagine può contenere: 4 persone