L’ANALISTA AL BIMBO: ”FACCIAMO IL FUNERALE DI PAPÀ”

DI CLAUDIA SABA

Reggio Emilia.
La regione colorata di rosso.
Dove i bambini venivano strappati alle famiglie senza alcuna motivazione.
Torturati e venduti come merce.
Anni e anni di tecnologia per ripiombare nel buio di tempi passati.
Quando rinchiudevano nei manicomi, donne e bambini ribelli e poi li torturavano.
Non esistono pene giuste per i medici, assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti, coinvolti in questa mattanza.
Persino il sindaco, Andrea Carletti, a conoscenza di tutto, è agli arresti domiciliari.
Il direttore dell’Ausl di Reggio Emilia è indagato anche lui.
Mancano parole da dire.
Non sarebbero abbastanza.
E non potrebbero mai rendere l’idea del dramma e della sofferenza che si sta consumando tra bambini e famiglie naturali.
Un’inchiesta devastante.
Dalle carte e dalle indagini dei carabinieri si coglie tutto lo scempio del “sistema Bibbiano”.
Le intercettazioni sembrano provenire da tempi diversi a quelli di oggi.
Tempi bui, dove la crudeltà si respirava quotidianamente.
Quasi impossibili da immaginare ai nostri tempi “umani” , dove tutti sono così pronti a salvare chiunque.
A parole, perché poi nei fatti, salviamo solo e sempre noi stessi.
Racconti falsi, relazioni artefatte, descrizioni di violenze mai avvenute, al solo scopo di togliere i bambini ai genitori.
Lavaggi del cervello ai piccoli e disegni modificati a sfondo sessuale.
Inculcare falsi ricordi nei bambini, plagiandoli.
Nelle intercettazioni una psicoterapeuta indagata, cerca di rimuovere la figura paterna ad uno dei piccoli.
“Dobbiamo fare una cosa grossa. Sai qual è?
Dobbiamo vedere tuo padre nella realtà e sapere che quel papà non esiste più e non c’è più come papà. Come se dovessimo fare un funerale!”.
Nel gergo terapeutico, elaborare il lutto.
Ma il lutto in realtà, non esiste.
Inventato a scopo di lucro come tutto il resto.
Qualcosa di diabolico che al solo pensarci mette i brividi.
Un ruolo primario, pare sia stato svolto da Federica Anghinolfi, dirigente dell’Unione val d’Enza.
È finita ai domiciliari con numerose accuse tra cui falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime.
Decideva lei a chi affidare i piccoli, con contributi fino a 1.200 euro, rette molto più alte a quelle previste.
Il più delle volte a favore di coppie omosessuali amiche.
L’inchiesta porta il nome di ‘Angeli e Demoni’.
Ma solo i Demoni possono arrivare a pensare, qualcosa di così diabolico!
Federica Anghinolfi, che davanti al Gip si è avvalsa della facoltà di non rispondere, in combutta con l’assistente sociale, anche lui indagato, Francesco Monopoli, è ritenuta attrice principale di tutto il “sistema” messo a punto a Bibbiano.
Sembra sia anche arrivata a ricattare giovani operatrici con contratto a tempo determinato, affinché redigessero verbali falsi riguardo allo stato familiare, sottraendo così, i bambini alle famiglie.
Screditare madri e padri naturali pur di ottenere il decreto di allontanamento.
Eppure, nessuno si fa voce di questi bambini.
Nessuna marcia di solidarietà per queste famiglie che hanno perso i propri figli.
Nessuna raccolta fondi per loro.
Sarebbero 50 mila i bambini coinvolti nello scandalo.
Per soldi, sempre e solo, per maledetti soldi.