GREGORIO DE FALCO. IDOLO A CONVENIENZA

DI SUSANNA SCHIMPERNA

E così Gregorio De Falco non è più nelle vostre grazie.
Quando urlava contro Schettino e lo prendeva a parolacce, allora sì, era l’uomo forte, credibile, da ammirare. Un idolo.
Oggi che sostiene che l’accusa contro Carola di “atti di resistenza o violenza contro una nave da guerra nazionale” non regge, si pensa sia impazzito all’improvviso o chissà che losche intenzioni nasconda: magari è implicato anche lui nella “tratta degli schiavi” in cui alcuni ritengono che Carola Rackete abbia un ruolo rilevante (siamo oltre le comiche).
«La motovedetta della Guardia di Finanza non è una nave da guerra, è un’imbarcazione militare che mostra segni caratteristici ed è comandata da un ufficiale di Marina. Peraltro, la Sea Watch è un’ambulanza, ovvero un natante con a bordo un’emergenza: dunque non era tenuta a fermarsi. Piuttosto, la nave militare avrebbe dovuto scortarla a terra».
Quest’uomo mi piaceva allora, mi piace ancora di più adesso.