MATTARELLA DIA L’ ALTOLÀ ALLA RABBIA DI SALVINI

 

DI ANGELO D’ORSI

 

Matteo Salvini non si smentisce, ad ogni suo gesto o esternazione superando se stesso, nella totale assenza di senso istituzionale. Oggi, ha davvero raggiunto vertici altissimi. Ma non abbiate timore. Riuscirà sicuramente a fare e dire di peggio domani e dopo. Un volgarissimo capo fazione che si permette di minacciare la magistratura se fa il suo lavoro in modo indipendente, che non esita a raccontare balle clamorose, e che continua a speculare sulle paure di quei tanti italiani e italiane che stanno davvero credendo alla favola dell’”invasione” e della necessità di “difendere i confini nazionali”. La menzogna più è clamorosa, più viene ripetuta, e goccia dopo goccia entra nel circuito nervoso della “gente”. Anche di quella parte non piccola di popolazione che ha bisogno di badanti dell’Est, di raccoglitori di pomodori dell’Africa, di lavoratori dell’edilizia asiatici…
Ma tant’è: l’odio paga elettoralmente, generando altro odio, altre contrapposizioni fallaci, e il Paese precipita in un gorgo nero, quello degli insulti e della minacce che leghisti siculi (ma anche cittadini “perbene”) hanno riversato sulla “Capitana” Carola Rackete. Uno dei momenti più orribili del nostro triste e tristo presente.
E intanto il suo socio in affari, il signorino Di Maio, non perde occasione per confermare la propria pochezza morale e politica. (Del terzo, il Signor Nessuno Giuseppe Conte, manco vale la pena di parlare).
A coloro che ripetono che la democrazia non è a rischio, in questo Paese, suggeriamo di aprire bene occhi e orecchi. E di stare pronti a ribattere colpo su colpo, agendo in ogni modo possibile per contrastare la barbarie che avanza.
Infine un messaggio ai “sinistri” che stanno diventando sovranisti e cospirazionisti, che hanno studiato le mappe del mare (capendo poco), e le angolazioni degli scafi (comprendendo ancora meno), o che si chiedono “chi c’è dietro?”. Proprio come Salvini, oggi, tra un hamburger e la solita diretta facebook ,condita oltre che di grasso, di insinuazioni grottesche o di affermazioni ingiuriose, che dovrebbero sollecitare un presidente della Repubblica, a dire il suo “altolà”. Mi riferisco in particolare a coloro che hanno osato dire “Né col capitano nè con la capitana”. A quanti hanno sbeffeggiato la comandante Rackete tirando in ballo la Siria o Gaza. Ma almeno il buon senso, almeno quello, lo vogliamo conservare? E Lenin non ha insegnato anche che il giudizio dei nemici è uno strumento di valutazione importante per compiere scelte politiche? Chi sono gli odiatori di Carola? Chi l’ha ingiuriata sui giornali, in tv e sulla Rete? Andate a controllare i nomi e le testate, uno per uno. Non provate imbarazzo a trovarvi in compagnia di “Libero” e del “Giornale”? della Meloni e di Fusaro? credete davvero che sia quella la “parte giusta”?
Forza Carola! L’Italia onesta è al tuo fianco.