TEMANO IL CROLLO DEMOGRAFICO PIÙ CHE I MIGRANTI

DI LUCA SOLDI

 

Sovranisti, nazionalisti, sostenitori di odio e paure, costruttori di barriere e fili spinati, è il momento di aprire gli occhi.
Si perché a spengere il Paese non saranno certo i migranti ma la determinazione a non voler più fare figli per questa povera Patria.
L’Italia nel giro di qualche decennio potrebbe trovarsi di fronte ad un devastante crollo demografico che, quello sì altro che anatemi di Salvini, snaturerebbe nelle fondamenta la costruzione del Paese.
La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2018 sarebbe già inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente pari al -0,2%. Si tratterebbe del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia.
Secondo la statistica diffusa oggi, al primo gennaio 2019 risiedono in Italia 60.359.546 persone, di cui l’8,7% sono straniere. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%).

Nello stesso anno si registrano un livello minimo di nascite, meno decessi e meno iscrizioni dall’estero rispetto all’anno precedente.

Continua il calo delle nascite in atto dal 2008. Già a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 si registra un nuovo record negativo: sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini, il record minimo storico dall’unità d’italia.

La diminuzione delle nascite è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 (-4,0%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni ma è più accentuato al centro (-5,1% rispetto all’anno precedente). La diminuzione delle nascite nel nostro paese si deve principalmente a fattori strutturali. Infatti, si registra una progressiva riduzione delle potenziali madri dovuta, da un lato, all’uscita dall’età riproduttiva delle generazioni molto numerose nate all’epoca del baby-boom, dall’altro, all’ingresso di contingenti meno numerosi a causa della prolungata diminuzione delle nascite osservata a partire dalla metà degli anni Settanta.

L’incremento delle nascite registrato fino al 2008 è dovuto principalmente alle donne straniere. Negli ultimi anni ha iniziato progressivamente a ridursi anche il numero di stranieri nati in italia, pari a 65.444. Nel 2018 (il 14,9% del totale dei nati). Tra le cause del calo, la diminuzione dei flussi femminili in entrata nel nostro paese, il progressivo invecchiamento della popolazione straniera, nonchè l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di molte donne straniere.

Le nascite di bambini stranieri si concentrano nelle regioni dove la presenza straniera è più diffusa e radicata: nel Nord-ovest (21,0%) e nel Nord-est (20,7%). L’Emilia-Romagna ha la percentuale più alta di nati stranieri (24,3%), la Sardegna la più bassa (4,5%). Il tasso di natalità del complesso della popolazione residente è pari al 7,3 per mille. Il primato è detenuto dalla provincia autonoma di Bolzano (10,0 per mille) mentre in Sardegna (5,7 per mille) e in Liguria (5,6 per mille) si rilevano i valori più bassi.