LANDINI SUL PULLMAN CON LE BRACCIANTI. IL SINDACATO SULLA BUONA STRADA.

DI MARINA NERI

Le tre del mattino. Cosa ci fa Maurizio Landini, segretario della CGIL in una piazza semideserta in provincia di Brindisi?

Si aggira dirigendosi verso il gruppo di donne in attesa alla fermata dei bus.

Ancora l’ oscurità avvolge il caldo cielo di Puglia. Francavilla Fontana, piccolo paesino in provincia di Brindisi.

Donne, parecchie donne attendono dentro un’ alba d’estate che tarda ad arrivare.

Un vocio stanco, abitudinario come il canto delle cicale a perdersi nella brezza che rinfresca l’afa.

Sanno che per molte ore avranno schiene ricurve sotto il sole, quello cocente, impietoso, sferzante la povertà e la necessità.

Centinaia di km da percorrere per giungere nei luoghi di raccolta delle angurie del Metaponto, del barese.

Paghe misere pensano mentre attendono il pullman che le condurrà a destinazione. Da quelle paghe sarà decurtato persino il costo del viaggio, riflettono con rabbia impotente.

Il caporalato a queste latitudini imprende, intraprende mentre il lavoro abbandonato a se stesso si svende.

E scemano i diritti al crescere delle impunità di chi sfrutta , di chi ruba, di chi corrompe, di chi non sorveglia.

Chi è quell’uomo che sale con le braccianti sul pullman? Chissà se a chiederselo sono le lavoratrici o gli occhi vigili, onnipresenti e onnoscenti dei caporali?

Basta poco per riconoscerlo. È Maurizio Landini, segretario nazionale della CGIL.

Corre il nome di sedile in sedile come una staffilata, una scarica elettrica.

Emozione ed inquietudine serpeggia fra le lavoratrici. Quel tozzo di pane è il loro pass per la sopravvivenza quotidiana, non possono perdere il lavoro.

Eppure quella presenza rassicura. Forse non sono più sole ad affrontare la ” schiavitù silente”.

Il segretario le ascolta, parla con loro, seduto sul pullman in un’alba già calda sente il peso di chi ha solo le sue mani per credere ancora nel ” domani”.

Accompagna Landini, Giovanni Mininni segretario generale della Flai Cgil, che ha appena ricevuto un riconoscimento dall’Onu per il lavoro di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori.

“Quella di stanotte è stata una presa di contatto per fare sapere a quelle persone che noi ci siamo, che ci stiamo battendo per combattere il caporalato, per garantire i diritti e che non devono aver paura di difendere i loro diritti, perché noi siamo qui e siamo pronti, assieme a loro, a muoverci” ha dichiarato Landini a Bari, ieri partecipando a un convegno sul lavoro.

Da tempo non si vedeva il sindacato in strada , tornare a respirare con la gente, sentirne moti, esigenze, aspirazioni.

Forse potrà tornare persino il tempo in cui ” per strada” si conquistavano i diritti.

Foto Marina Neri