I REPORTER RACCONTANO I FATTI. PUNTO

DI ANGELA CAPONNETTO

I commenti odiosi sui giornalisti a bordo di una barca umanitaria sono così prevedibili che meritano solo una risposta: noi dobbiamo essere dove le cose accadono. Senza occhi e senza voce anche da questa parte, mancherebbe un pezzo della storia. L’odio e gli attacchi beceri li lascio a voi. Io sono e faccio la reporter: come mi hanno insegnato, i reporter raccontano i fatti. Siamo testimoni di una fase storica che sta segnando un cambiamento epocale. Noi dobbiamo essere anche e soprattutto qua. Dove eravamo in pochissimi 5 anni fa e dove abbiamo continuato ad essere negli anni seguenti per documentare come si sono modificati i soccorsi nell’area SAR libica. Le Ong – come ieri le navi militari – ci portano e noi abbiamo il dovere di andare. Punto
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