UN PUGNO DI OSSA E UNO NELLO STOMACO

DI ANGELA CAPONNETTO

 – Questo ragazzo è somalo, ha 19 anni: era nel centro di detenzione di Tajoura in Libia, bombardato mercoledì scorso nel conflitto che contrappone Haftar a Serraj . Sono morti almeno in 50. Ha ferite nella schiena ma si è miracolosamente salvato perché i suoi carcerieri gli avevano ordinato di lavare una macchina. Per 4 volte ha tentato di partire e per 4 volte è stato riportato indietro e rimesso a mare. La quarta ha incontrato questa barca a vela in un Mare che fino a qualche anno fa sembrava il raccordo anulare e che oggi è desertificato. Non un peschereccio, non una nave militare o commerciale nella rotta dei gommoni dei migranti. Dio non voglia che siano costretti a salvarne uno … Lui alla quarta volta ce l’ha fatta. Quando si ferma, tremante e uma lacrima sul volto scavato, gli metto una mano sulla spalla: sotto una felpa lercia e maleodorante sento solo un pugno di ossa …

P.s. Sappiate che i giovani “palestrati” sono tutti muscoli perché vengono usati per i lavori forzati, sono schiavizzati. Imbecillii che non siete altro !