BASTA UN SORRISO, PER SEPPELLIRE I CATTIVISTI DI CASA NOSTRA

DI LUCIO GIORDANO

Devono avere una vita davvero grama, i supporters di caporal nutella. Una vita che non si può descrivere, fatta di odio e insulti, esattamente come quella del loro capo, che dà della sbruffoncella alla capitana della sea watch, Carola Rackete, che fa la vittima per essere compatito, che fa la voce grossa contro i migranti, salvo nascondersi dietro le gonne dell’immunità parlamentare, quando vede la malaparata.

Ecco, una vita un po’ così, incomprensibile e squallida, capace di prendere a male parole chi ha semplicemente  il coraggio di postare una foto scattata a Lampedusa,  che in poche ore ha fatto il giro del web: il sorriso tra un bambino di colore e un finanziere. Una foto che toglie il fiato per spontaneità, dolcezza, allegria, e che allarga il cuore alla speranza per un mondo migliore. Ma niente, in un’Italia incattivita, su cui la Lega in combutta con Fratelli d’Italia,  punta per allargare i consensi, con un cinismo degno di miglior causa il gregge del pastore padano scarica tutto l’odio di cui è capace, concentra insulti e banalità, di bacheca in bacheca.

Si infiltrano tra gli animi nobili dei social, i razzisti del nulla,  ripetendo le stesse monotone ed inutili parole scritte in serie: e allora il Pd, con la variante di allora i marò. E poi i terremotati li avete dimenticati ( come se i leghisti avessero devoluto interi stipendi per le vittime del sisma di amatrice), fino all’immancabile portateli a casa vostra. I toni sono senza mezzi termini violenti.

Poi curiosi sulle bacheche di questi leoni da tastiera e ti cadono le braccia: tra armi, donne nude, tanta voglia di stupri,  moto lucidate e errori grammaticali, capisci subito con chi hai a che fare. C’è da dire che la visione d’insieme è plumbea, come se la vita non avesse mai regalato una gioia agli aficionados del caporal Matteo.

La banalità del male, del resto, non ammette un sorriso. Da tempo immemorabile, oltre ai porti costoro hanno chiuso anche i cuori. Purtroppo: per loro.

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