PIANO CONDOR, 24 ERGASTOLI

DI PAOLO BROGI

Alle 5 del pomeriggio la Corte d’Assise d’Appello di Roma pronuncia la nuova sentenza sul Piano Condor: 24 ergastoli.
Si ribalta così il giudizio di primo grado che si era fermato a 8 ergastoli e 19 assoluzioni. Stavolta sul carro degli esecutori assassini del famigerato piano di “caccia” agli oppositori in tutti i paesi del cono sud dell’America Latina degli anni ’70 devono salire anche tanti altri “esecutori”.
Uno fa più notizia degli altri, è l’uruguaiano Jorge Troccoli, l‘unico degli accusati che viva in Italia (risiede nel salernitano).
Per i familiari delle vittime è un gran giorno, finalmente viene sanzionata la responsabilità della macelleria di quegli anni. Il processo iniziato con 33 accusati ha registrato strada facendo la morte di nove di loro. Ai 24 “superstiti” l’onere di rispondere dei misfatti di allora, tra omicidi e persone fatte “scomparire”.
Stasera in videoconferenza i familiari presenti in Italia parlano di quanto appena successo con gli altri familiari di Bolivia, Uruguay e Cile.

 

Nella sala conferenze di un hotel di Roma la videoconferenza stasera tra i familiari del Piano Condor e gli attivisti per la memoria e la difesa dei diritti umani: Roma collegata con Montevideo, La Paz, Santiago.
Buone notizie dalla capitale italiana dove un collegio giudicante – l’appello della Corte di Assise di Roma – ha sanzionato staswera in modo totale gli accusati del Piano Condor, 24 ,ex militari dell’America Latina di Bolivoia, Cile, Perù, Uruguay. Ergastolo per tutti e 24.
Tra loro anche Jorge Troccoli, all’epoca dei fatti comandante del servizio segreto uruguaiano della Marina, il Fusna.
Troccoli che vive nel salernitano condannato all’ergastolo è a piede libero. Almeno fino alla sentenza della Cassazione. E sempre che la Procura non decida di richiederne la custodia cautelare,.
Troccoli come molti altri condannati dovrà risarcire i familiari delle vittime, la Corte ha decretato nei suoi confronti somme dai 100 mila euiro ai 250 mila, per un complesso di risarcimenti che supera ampiamente il milione di euro. Un risarcimento anche verso la Presidenza del Consiglio italiana.
(nell’immagine il viceministro boliviano della giustizia mentre dialoga con i boliviani in collegamento skype)