CON LA MIA BICE VERSO BUKHARA

DI EMILIO RADICE

Domani scriverò: “Ancora una volta ho rimasto solo…” canticchiando lo sfondone grammaticale che Don Baky, ex sodale del Molleggiato, mise in musica un sacco di tempo fa per dimostrare che si poteva fare anche quello. Un po’ come candidare Cicciolina al.Parlamento. Esperimenti, ahimé, riusciti entrambi e predittori di orribili futuri oggi presenti. Ma io canticchierò la stupida canzone volgendo la prua della mia Bice al sol calante, solo, verso Bukhara e un ritorno faticosamente databile. Ne parleremo più avanti. Intanto mia sorella scrive: quando torni? E io le mento spudoratamente: il 20. Seeee…. hai voglia a pedalare! Ma intanto domani recupererò, in questo lontanissimo qui, il mio vecchio rapporto fra me, la moto e la strada. Con sempre un.punto davanti, da raggiungere, da superare, squagliato nel calore di questi orizzonti….. Forza Bice, ce la faremo