LA RIVOLUZIONE DELLA MEDICINA? È ALLE PORTE: MA BIG DATA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON BASTERANNO

DI ALBERTO FORCHIELLI

La rivoluzione della medicina? È alle porte: ma Big Data e intelligenza artificiale non basteranno

Più efficienza per il sistema sanitario, ma anche una maggiore responsabilizzazione dei pazienti: l’approccio tecnologico sarà inevitabile, ma servirà sperimentare nuove idee per interfacciare i dottori, il tech e il malato

Enormi quantità di capitale di rischio – parliamo di 8,1 miliardi di dollari nel 2018 – sono stati spesi nelle start-up digitali in ambito sanità con la premessa che l’assistenza sanitaria è matura per un cambio di paradigma. Si tratta di una narrazione ragionevoleDifatti i primi successi che vanno dal settore assicurativo – Oscar e Bright – alla gestione delle malattie croniche – Omada e Livongo – stanno alimentando ulteriori investimenti e speranze. C’è un però.

La letteratura ci indica che il problema del sistema sanitario non è la mancanza di dati, bensì il cambiamento comportamentale di milioni di pazienti e medici. I comportamenti dei medici, dalle procedure dell’esame clinico alle prescrizioni farmacologiche e altri trattamenti, sono responsabili dell’80% dei costi dell’assistenza sanitaria negli Usa. Allo stesso modo, i comportamenti dei pazienti, tra cui scorrette abitudini alimentari, assenza di attività fisica, abitudine al fumo, eccessivo consumo di alcol e la non aderenza al trattamento farmacologico, influenzano più della metà dello sviluppo delle malattie croniche.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/07/08/medicina-intelligenza-artificiale-ospedali/42790/?fbclid=IwAR2Ot64X19VAfWh3DDFtWQ6bl_edNZk8UkwWCynz8X110wtyOdAq_1bkM6o