LA VERA EMERGENZA:SIAMO UN PAESE NEMICO DELLE SUE DONNE

DI SILVESTRO MONTANARO

Siamo divenuti un paese penosamente ridicolo. E violento.

Nelle prossime ore l’ennesimo vertice sui migranti. La decisione di schierare la Marina Militare contro l’invasione. Che non c’è.

Un blocco navale inutile e costoso a fronte di una realtà i cui numeri urlano che l’ondata migratoria è terminata. E da un pezzo.

Arrivano piccoli gruppi, niente altro. Il flusso “sopportabile” tipico degli anni precedenti la  guerra “umanitaria” in Libia, la vera causa dell’emergenza migratoria nel Mediterraneo. In quel paese lavoravano milioni di immigrati. Una parte, per sfuggire all’orrore delle bande libiche tentò la sorte sfidando le onde.

Da due anni quella crisi si è stabilizzata, ma l’Italia, sotto la spinta di demagoghi e imbroglioni senza scrupoli, continua a sentirsi sotto assedio. Da parte di chi non si sa.

I numeri, per piacere, i numeri. Questo paese allarmato a arte sente minacciati i suoi sacri confini dalle organizzazioni umanitarie. Nell’ultimo anno e mezzo, ci siamo sbranati su sette o otto operazioni di soccorso per un totale di qualche centinaio di migranti. Giustamente salvati dalla morte. Un pugno di barchette umanitarie può minacciarci? Siamo alla follia.

E sempre i numeri raccontano che nei lager libici al massimo ci sono diecimila esseri umani, condannati a ogni orrore anche grazie ai soldi degli italiani. Se tutte queste vittime decidessero di scappare e venire verso l’Europa solo un buffone o un imbecille potrebbero urlare all’invasione. Cosa possono invadere diecimila persone?

Si conferma sempre più che ci fanno parlare di migranti per evitare che si facciano i conti con il disastro, in ogni campo, del nostro povero paese. Si usa violenza contro la solidarietà e un pugno di poveri, per continuare a finanziare, e armare, quella parte di tagliagole che difende gli interessi di qualche società energetica.

Sempre i numeri, invece inviterebbero a occuparsi di mille, e più vere, emergenze.

Quella, ad esempio, delle nostre donne. Un paese in cui 33.000 donne devono chiedere rifugio e assistenza ai centri anti violenza, perché oppresse da padri, mariti, fidanzati violenti, è un paese profondamente malato. E questo paese malato, ridicolo, penoso, violento, le ignora e parla d’altro.