SALVINI, LE ESAGERATE DICHIARAZIONI ED IL TORPORE DELLA GENTE

DI EMILIANO RUBBI

“Darò anche la vita per difendere i confini, la sicurezza e il futuro dei nostri figli”.
(Matteo Salvini)

L’ha detto sul serio.
Senza che la gente gli scoppiasse a ridere in faccia, per giunta.

In pratica, un uomo che è in politica da più di 20 anni, di cui 15 passati a gridare contro i meridionali e a spiegare ai suoi conterranei che loro erano “padani”, non “italiani”, che le loro culture erano diverse e inconciliabili, adesso sostiene che “darà la vita” per difendere i confini di un paese contro il quale fino a ieri vomitava odio.

E perché dovrebbe “dare la vita”?
Per “difendere” quelli che lui ha sempre chiamato “terr*ni” da un’immaginaria “invasione” composta da poche centinaia di disperati, uomini, donne e bambini, pescati alla deriva in mezzo al mare.

Tutto questo dopo essersi fatto salvare in extremis dai pupazzi grillini quando era stato incriminato per sequestro di persona.
Perché lui è disposto a “dare la sua vita”, mica ad andare a processo, eh.
Anche perché sa perfettamente che il rischio maggiore che corre, a lasciar morire la gente in mare, è quello di slogarsi un polso facendosi un selfie, oppure quello di fare indigestione di porcherie prima di fotografarle a beneficio dei mentecatti che popolano la sua pagina Facebook.

Io capisco tutto.
Capisco l’ingenuità, capisco l’ignoranza, capisco la frustrazione.
Ma mi rifiuto di credere che questo paese sia dominato da un’enorme percentuale di fenomenali cretini che prendono sul serio queste pagliacciate.
Nessuno è così dannatamente stupido.

Svegliatevi, vi prego.