A PROPOSITO DELL’AUDIO IN CUI L’INVIATO DI SALVINI A MOSCA TRATTA UN FINANZIAMENTO

DI UDO GUMPEL

Ascoltate, meditate, gente: qui l’ascoltate il vero progetto politico dell´uomo forte italiano. L’Alleanza con la Russia di Putin, disaggregare l’Unione Europea da dentro, una specie di quinta colonna. Ora si meravigliano pure di esser isolati in Europa.
Anche se, il sottoscritto non pensa che Egli sia veramente intenzionati a lasciare l’Unione, l’Euro oppure la Nato.
Secondo me si tratta del classico tigre di carta che tenta di di spaventare gli altri con degli slogan altosonanti, “pericolosi”, ma al momento dello scontro, come si è visto alle trattative per i parametri di bilancio, si è ridotto a scendiletto inoffensivo, pur tagliando spese sociali a manco e destra come se non ci fosse un domani.
Ora, da quello che si sa, l’affare non pare andato in porto.

Ora il caso è però occasione per il sottoscritto di parlare del giornalismo investigativo, specie quello italiano.
Il caso ora scoppia, perché un sito americano riprende la scoperta e ne pubblica audio e trascrizione. Ma in realtà, L’Espresso ne aveva gia parlato più di mezz’anno fa, e nessuno, proprio nessun giornale italiano lo aveva ripreso, annebbiato dall’invidia, si capisce, e l’Espresso stesso all’epoca non aveva pubblicato l’audio che comunque dev’esser stato gia in mano loro, tanto ne citavano le parole testuali.

Li l’Espresso ha mancato di coraggio, ma tutti gli altri organi di stampa hanno bucato clamorosamente la notizia.
Nessuna redazione “investigativa” si è messa a verificare, a controllare, e casomai dopo averlo fatto, pubblicare la notizia, perché di questo si tratta, di uno scoop, rendendo l’onori ai colleghi dell’Espresso, oppure taciare i colleghi di aver prodotto fakenews. Niente, solo silenzio.
Certo, il settimanale romano a mancato di coraggio, forse memore di qualche brutto momento “investigativo” inventato di sana pianta come le “intercettazioni” Crocetto, oppure anche memore dell’appiattimento alle tesi dell’accusa nel vergognoso servizio sui “trafficanti di virus” a spese della invece bravissima ricercatrice Ilaria Capua, che ha regalato il DNA di un Virus alla comunità scientifica e anziché esser ringraziata viene messa Lei alla gogna in modo grave.

Sono le lacune del cosiddetto giornalismo investigativo. O di appiattimento alle tesi -non raramente strampalate di qualche procura “disinformata”- oppure, caso molto meno grave, di mancanza di fiducia nei propri mezzi e uomini, oppure di invidia per quei pochi che ancora lo fanno.
Perché viene fuori l’invidia, secondo me la ragione per cui nessuno al di fuori della famiglia Espresso riprese la notizia: se è falsa, metti alla gogna gli inventori come fakenews-produttori, se risulta vera, dopo le tue verifiche, la devi dare.
ADR. Il perché delle volte notizie completamente inventate e false al livello scientifico passino il filtro del controllo vericidità delle redazioni è semplice: perché se nessuno all’interno del giornale non esiste nessun “filtro” e nessuno -evidentemente- ha la benchè minima cultura o esperienza diretta scientifica e ci si riduce a ripubblicare le “informazioni” ottenute dalle Procure, dove il più delle volte lavorano persone nelle medesime condizioni, e cosi il patatrac è fatto. Vedansi Ilaria Capua, Xylella.

E se tu caro collega non ci capisci una mazza, rivolgiti ad un “professorone”, magari al di fuori dell’Italia, per farti spiegare da fonte indipendente ma autorevole, come stanno le cose, al livello scientifico, se gia non ci capisci nienti. Fatti venire almeno un sospetto.

VIDEO.REPUBBLICA.IT
‘Questo audio fornisce la prima prova concreta dei tentativi clandestini russi di finanziare i movimenti nazionalisti europei e dell’apparente…