ALTRI 72 MIGRANTI MORTI NEL MEDITERRANEO. CHE DIO PERDONI LA CATTIVERIA UMANA

DI LUCA SOLDI

 

 

C’è un nuovo peso sulle coscienze di tutti noi.
Ci sono settantadue morti che gridano allo scandalo per gli egoismi del mondo.
Gli unici tre superstiti avevano raccontato la verità, ma in molti non avevano creduto.
In tanti avevano pensato alle chiacchiere diffuse sulla rete.
In troppi avevano pensato alle fandonie raccontate dalle Ong.

In tanti avevano detto che si trattava di voci diffuse dai complici degli scafisti.

Era accaduto che su un gommone naufragato dieci giorni fa al largo delle coste tunisine di Zarzis erano davvero più di 80.
E la forza del mare quello che si è preso adesso sta restituendo.

A decine, negli ultimi giorni, il mare ha restituito i corpi delle vittime. Adesso sono 72 quelli recuperati.
Gli ultimi 38 sono stati rinvenuti oggi dalla Mezzaluna rossa. Mongi Slim, presidente della sezione di Medenine, ha detto che 36 delle vittime sono state rinvenute nei pressi di Zarzis.
Secondo il racconto raccolto da uno dei sopravvissuti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, a bordo del gommone, partito dalle coste libiche di Zwara in direzione Italia, vi erano 86 persone.
Il Signore ci perdoni anche per loro
Il Signore ci perdoni per il falso pudore di chi non racconterà la storia, ogni singola storia, di ognuno di quei poveri corpi.

E Oim e Unhcr, le due agenzie delle Nazioni unite che si occupano di migranti e rifugiati, tornano a firmare oggi una nota congiunta in cui chiedono l’immediata liberazione ed evacuazione dei migranti prigionieri nei centri di detenzione libici e l’interruzione di ogni accordo a sostegno della Guardia costiera libica che continua a privare della libertà gli immigrati intercettati in mare e riportati indietro in un Paese devastato dalla guerra.
Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e Organizzazione internazionale per le migrazioni chiedono che, “in via prioritaria, i 5.600 rifugiati e migranti attualmente detenuti nei diversi centri della Libia siano rilasciati in modo coordinato e che ne sia garantita la protezione, oppure che siano evacuati verso altri Paesi dai quali sarà necessario reinsediarli con procedura accelerata. A tale proposito, è necessario che i Paesi acconsentano a un numero maggiore di evacuazioni e mettano a disposizione posti per il reinsediamento. Inoltre, ai migranti che desiderano fare ritorno nei propri Paesi di origine dovrebbero essere garantite le condizioni per poter continuare a farlo. Risorse supplementari sono parimenti necessarie”.
In Italia, intanto, il decreto sicurezza bis cammina spedito