LUSSI E MOLLEZZE

DI EMILIO RADICE

Lussi e mollezze. Qui resterò tre notti e partirò il 12, ormai settantenne. Ah, a proposito: non fatemi gli auguri perché sennò non ho tempo per rispondere e fo il maleducato. Lasciatemi educato. Ieri ho dato un fagotto terroso a una donna di qui perché lo ritrasformasse in vestiti. All’inizio non capiva e si teneva a distanza, guardinga. Poi ho estratto a forza la punta di un calzino e lei si è resa conto della situazione grave. Ha preso il malloppone. Cercherò di non farmi trovare nei dintorni quando le capiterà di tirar fuori le mutande. Mi era costata tanta fatica togliermele tanto facevano ormai parte della mia persona. Quando ci sono riuscito c’è stato un crash identitario, come quando uno si taglia la barba dopo tanto tempo. La seconda parte del viaggio, che incomincerà il 12, sarà dedicata anche alla risoluzione di questo conflitto. Confido nel caldo, nel sudore, nella strada di cacca e nelle maledizioni che accompagneranno il tutto in sublime colonna sonora. Dovrò fare scorta di acqua e di benzina, e anche di energie. Stamane ho fatto il primo reset in trenta giorni: aiutato da un paio di insalate russe stomachevoli mangiate ieri sera con condimento di maionese (blea) e salamelecchi (salam aleikum) ho passato tutta la mattinata di esordio samarkandico (giustamente il T9 suggeriva mattonata) a svuotarmi di significato e a rendermi pagina nuova. Pronto per un nuovo capitolo di questa bella storia.