A PROPOSITO DEI FONDI RUSSI ALLA LEGA

DI EMILIO MOLA

Questa volta non guardate la luna. Guardate il dito.

Guardate il dito che preme “rec” e inizia a registrare la conversazione d’affari nell’Hotel Metropol a Mosca tra Gianluca Savoini e quei tizi russi.

Di chi è quel dito? Chi ha registrato?
A meno che non si voglia credere che in quell’Hotel di Mosca, a quell’ora, ci fosse per caso un giornalista del PIDDDDì che sapesse dell’incontro e degli argomenti perché dotato di poteri magici e divinatori o perché Savoini è un autolesionista, non resta che pensare che quella persona col registratore sia stata messa lì a posta per registrare.

E chi lo ha messo lì?
Ovviamente qualcuno che sapeva dell’incontro.

Chi sapeva di quell’incontro?
Lo sapevano Savoini e gli altri due italiani.
E lo sapevano quei russi lì.

Quindi il registratore è stato messo lì o dai tre italiani o dai russi. Non si scappa.

Ma dal momento che quella registrazione danneggia proprio Savoini e i due italiani, per esclusione, non resta che concludere che a mettere il registratore siano stati gli stessi russi.

E perché i russi hanno registrato e poi diffuso una conversazione che mette così in imbarazzo un amico di Putin tanto caro e prezioso quale è Matteo Salvini?

Perché hanno voluto fabbricare e poi diffondere questa trappola? Che significa?

Se così stanno le cose: è o non è più che legittimo pensare che questa faccenda non sia solo un “innocuo” scoop giornalistico, una misera trattativa affaristica, ma una faccenda sporca ben più seria e che sa un po’ di ricatto, di avvertimento?

Del tipo: per ora tiriamo fuori solo questa cosa qui, che vi mette giusto in imbarazzo, ma in fondo non vi danneggia troppo. Però ora sapete come lavoriamo noi: registriamo e diffondiamo. Quindi chissà che non sia l’inizio.

E se così è, ma per carità, sicuramente così non è perché sicuramente è solo uno scoop giornalistico frutto di una botta di culo di un giornalista che si trovava lì per caso e che per caso conosceva la faccia di Savoini e che per caso ha intuito che la conversazione sarebbe stata piccante e che per caso si trovava alla giusta distanza per intercettare tutto e così via.

Dicevo, se così è: cosa vogliono i russi? Cosa vuole Putin? Perché questo “avvertimento”? E’ stato deluso da qualcuno? Si aspettava qualcosa che non gli è ancora stato dato? E perché se lo aspettava? E cosa?

Ci sono cose che gli italiani dovrebbero per caso sapere?
Sarà forse che mentre gli italiani giocano a “difendere i confini” da 4 poveri disgraziati sul barcone, alle loro spalle si sta consumando l’invasione vera, nella nostra sovranità, dello straniero vero?

Domande che credo siano non solo legittime, ma perfino automatiche, fino a che non si saprà chi ha registrato la conversazione, perché lo abbia fatto e perché poi abbia diffuso quella registrazione.

O forse no. Forse è tutto lì. Forse è stato solo uno scoop giornalistico su un tizio italiano che contrattava cose. Per sé.
Registrato per caso. Da qualcuno passato di lì per caso. Il contenuto diffuso per caso. Tutto qui.