DELITTO A CRETA

DI GUIDO OLIMPIO

Suzanne Eaton è stata vista per l’ultima volta nel primo pomeriggio del 2 luglio, era nell’accademia ortodossa di Gonia, nella parte nord occidentale di Creta, a Chania. L’hanno ritrovata, quasi una settimana dopo, senza vita, in un vecchio bunker, nella località di Xamoudochori, ad una dozzina di chilometri di distanza. Per la polizia è rimasta vittima di un atto criminale, commesso da una persona che conosce bene quei luoghi.
Biologa, ricercatrice piuttosto nota all’Istituto Mark Planok di Dresda (Germania), 59 anni, sposata con lo scienziato inglese Anthony Hyman e madre di due figli, la Eaton si trovava nella splendida isola greca per partecipare ad un convegno. Il 2 è uscita dalla sua camera, dove ha lasciato documenti ed effetti personali, per andare a correre all’aperto, un’abitudine quotidiana. I colleghi l’aspettavano per un secondo incontro, previsto alle 18, ma la studiosa non si è presentata. E con il trascorrere delle ore è cresciuta la paura.
La polizia, con l’aiuto di volontari, ha condotto perlustrazioni estese mentre gli amici hanno lanciato un appello alla popolazione offrendo una ricompensa di 50 mila euro. Su una pagina Facebook sono state postate delle foto della donna, così come l’immagine delle scarpe da ginnastica che indossava. Dettagli per aiutare chiunque avesse notato qualcosa. Si è pensato ad un malore causato dal calore, non si è escluso qualcosa di peggio. Interrogativi che hanno avuto una prima risposta sei giorni dopo.
Alcuni escursionisti hanno trovato il corpo all’interno di un tunnel, una struttura scavata dall’esercito nazista per conservare le munizioni. Una rete di gallerie piuttosto ampia. Le analisi della Scientifica hanno stabilito che la donna sarebbe stata soffocata, ma indiscrezioni hanno aggiunto particolari truci, non confermati da fonti ufficiali: forse è stata anche pugnalata ed ha subito mutilazioni sul volto. I media hanno aggiunto che sarebbero state recuperate tracce di Dna del possibile assassino, elemento non da poco.
Dunque lo scenario dell’incidente è svanito prima ancora di cominciare, gli inquirenti – aiutati da un team speciale arrivato da Atene – hanno subito considerato la pista dell’omicidio, probabilmente dopo un’aggressione sessuale. E visto il punto dove è stato recuperato il corpo hanno suggerito che debbano concentrarsi su una mano locale. La grotta è ben mimetizzata, l’ingresso è coperto da arbusti, dunque solo uno del posto che conosce l’area può averla scelta come nascondiglio. E non si esclude neppure che la biologa d’origine californiana possa essere stata assassinata in un luogo diverso. Il killer avrebbe trasportato il cadavere a Xamoudochori convinto di poter celare meglio lo scempio. Invece il suo piano è saltato.
Gli investigatori sperano di poter ricostruire i movimenti di Suzanne dal momento in cui è uscita dall’Accademia. E’ stata assalita nelle vicinanze? E come è stato possibile in pieno giorno? Qualcuno l’ha seguita? L’hanno sorpresa su un sentiero di campagna? Una nipote ha spiegato che amava fare jogging lungo percorsi difficili. Ecco perché la taglia, insieme allo sdegno per un omicidio crudele, potrebbe risvegliare l’attenzione di qualche testimone.
Da Corriere.it