SAVOINI, SECONDO LA TESI DI SALVINI, COPIA DAL TEATRO NAPOLETANO

DI VINCENZO PALIOTTI

“Caviale e lenticchie” è una commedia ambientata a Napoli, scritta da Scarnicci, Tarabusi e Nino Taranto nel 1956, portata al successo dallo stesso Nino Taranto e trasmessa in Tv nel 1960. Il protagonista della commedia, Liborio Lamanna, per sbarcare il lunario si è inventato il mestiere di “invitato” (imbucato in pratica) partecipando a feste di grande livello per sottrarre dai sontuosi buffet cibarie di ogni sorta, che lo stesso provvede a nascondere in apposite sacche che la moglie gli ha confezionato nel vestito da cerimonia che il Lamanna indossa. Al suo ritorno dalla cerimonia il nostro affida il bottino ad un suo socio che provvede poi a rivendere. A chi gli chiede, all’ingresso, credenziali per partecipare alle feste il Lamanna si inventa parentele e/o amicizie con lo sposo o la sposa, millantando naturalmente. Ecco quindi da dove ha trovato lo spunto Salvini per “qualificare”la presenza di Savoini a tutti gli incontri con i russi, asserendo che nessuno, meno che meno lui, lo ha invitato. Complimenti quindi al Salvini per la fantasia “teatrale”, sua peculiarità principe. I complimenti vanno anche alla presidente del Senato che, anche lei con inclinazioni teatrali, di farsa più che altro v/ Ruby nipote di Moubarak, che minimizza una questione così importante classificandola come “pettegolezzo”. Eh, l’arte è proprio una bella cosa. Siamo arrivati al sorridere un po’ per non piangere.