RUSSIAGATE. CARO SALVINI, IL QUESTION TIME NON BASTA

DI LUCIO GIORDANO

In fondo aveva ragione Enrico Letta, giorni fa. Lo scandalo Russia gate, i presunti finanziamenti alla lega, rappresentano anche solo come lontana ipotesi di accordi,  un danno di immagine enorme per l’italia. Poche storie. Sempre più isolati in Europa, i nostri alleati del vecchio continente non si fidano più di noi. L’ Italia rischia di essere bypassata in tutte le decisioni più importanti. Conteremo sempre meno. Si vuole questo? Probabilmente sì, altrimenti non si spiegherebbe.  E non si illuda, Salvini, che lo scandalo verrà messo a tacere con il tempo. Zingaretti, segretario del Pd, ha già detto che il suo partito non darà tregua all’attuale segretario della Lega. Semmai, più passeranno i giorni più altri elementi rischiano di sommarsi a quelli già noti dopo le intercettazioni della settimana scorsa, rilanciate dal sito americano buzzfeed.

E allora a Salvini non serve a niente glissare, sviare il problema, negare, minimizzare, prendere in giro. Del resto se non ha nulla da nascondere, come dice, perchè non riferire in parlamento? Risponderà a tutte le domande del question time, spiega ora. Ma non basta. Serve un dibattito politico approfondito. Forse è anche  il caso di istruire una commissione d inchiesta, perché a naso il caso rischia di allargarsi a macchia d ‘olio. A questo punto è infatti indispensabile andare fino in fondo. Capire se stiamo parlando di un trappolone tirato su da russi francesi americani o da chissà chi. Se stiamo parlando del nulla o se c’è invece qualcosa di concreto dietro alla vicenda. Sia ben chiaro, al momento nessuno accusa Salvini da un punto di vista giudiziario. Da un punto di vista politico le perplessità invece ci sono tutte. Un partito che un anno fa ha conquistato  nemmeno il 9 per cento degli aventi diritto al voto, non può decidere per tutti gli italiani con chi allearsi.

L’ idea di molti è questa: Salvini ha fatto il doppio gioco con russi e americani. E qualcuno gliel’ ha fatta pagare.  Così, l’ ingenuità leghista ha offerto il destro per il presunto trappolone. Certo, può davvero essere così. Oppure no. Ma la vicenda al momento è totalmente confusa, una matassa difficile da dipanare.

Un campanello d’allarme per il segretario della lega è che quel Gianluca Savoini, sempre in foto in centinaia di occasioni al fianco di Salvini, 2 giorni fa si  è avvalso della facoltà di non rispondere. E se lo stesso Copasir si è  interessato alla vicenda vuol dire proprio, giusto ripeterlo,  che l’affare non è destinato a sgonfiarsi. Anzi. Salvini potrà inventarsi i draghi, portare l’acqua con le orecchie magari fino al Volga, ma l’impressione è che con il passare dei giorni il russia gate potrebbe sfuggirgli di mano. Basta uno scivolone.

Insomma, in poche settimane potrebbe crollare tutto , a partire dall’immagine  stessa di Salvini. E se  i presidenti di camera e senato gli chiedessero di riferire in aula e lui si rifiutasse, si aprirebbe  anche una crisi istituzionale dalle conseguenze imprevedibili. Il Parlamento e il Paese, in fondo hanno diritto di sapere. Devono sapere se ci sono gli estremi per la corruzione internazionale, o addirittura secondo molti per l’alto tradimento ai danni della nazione. Le bugie di Salvini , a detta di Di Battista , sono evidenti e la sua difesa ridicola.

Con questi chiari di luna , dunque, Salvini è all’angolo, il suo nervosismo è palese. In Austria,  in un’ analoga situazione, Strache è stato costretto a dimettersi. Il governo è caduto. Forse in Italia non capiterà, anzi. A salvare il segretario della Lega potrebbero essere le rogatorie internazionali, le prove difficili da far emergere in un contesto del genere. Ma mettiamo il caso che qualche serio giornalista d’ inchiesta trovasse elementi a sufficienza, allora tutto cambierebbe. A quel punto basterebbe poco per trascinare a fondo Salvini e tutta l’ estrema destra. Con due o tre anni poi, il salvinismo diverrebbe lettera morta. Magari, nonostante tutto,  proprio dopo aver consentito all’ attuale segretario della lega di diventare finalmente presidente del consiglio. Già, bisognerebbe metterlo alla prova, Salvini. Così, magari,   gli italiani capirebbero con chi hanno a che fare.