A RISCHIO IL SEGGIO CALABRESE DI SALVINI

DI MARINA NERI

Era dicembre del 2018 quando la Giunta per le elezioni del Senato, dopo circa otto mesi dal voto, veniva chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla candidata alle elezioni per il Senato, Fulvia Caligiuri, nel collegio plurinominale della Regione Calabria, per la lista di Forza Italia

La Caligiuri, imprenditrice cosentina, già nell’aprile 2018 aveva presentato ricorso per chiedere il riconteggio dei voti ravvisando una notevole incongruenza fra le operazioni di trascrizione dei verbali ed il calcolo dei voti medesimi nei vari collegi.

Aveva riscontrato, infatti, che i voti nei collegi superavano di gran lunga i responsi effettivamente verbalizzati e consegnati in Corte di Appello.

Circa duemila voti assegnati per errore a Fratelli d’Italia e non alla lista di Forza Italia. Altre anomalie evidenziate nel ricorso, erano ravvisabili nella mancata assegnazione di voti in altri collegi alla lista di Forza Italia e addirittura in un caso, a San Fili, addirittura un – 59.

Una cosa incredibile secondo la candidata non eletta, in quanto il voto o c’è o non c’è ma non si è mai vista la ” sottrazione” di voti mai assegnati.

Grazie alla correzione e rettifica effettuata in Giunta per le elezioni del senato si era prospettata l’attribuzione di ben due seggi a Forza Italia con la conseguente elezione della Caligiuri, e la revoca del seggio assegnato al senatore Salvini.

La Giunta delle elezioni e delle immunita’ parlamentari e’ un organo dello Stato della Repubblica italiana le cui funzioni vanno annoverate
nell’ambito della c d ” verifica dei poteri”.

Detto organo, oltre che valutare le cause di incandidabilita’ e di ineligibilita’, ha il compito di verificare ex post la regolarita’ dell’elezione nella fase successiva alla proclamazione degli eletti. La sua e’ una funzione giurisdizionale che discende direttamente da una prerogativa accordata ai due rami del Parlamento: l’Autodichia.

Detta prerogativa consente ai due rami del Parlamento di risolvere autonomamente le controversie concernenti i rapporti con il loro personale, senza la necessita’ di adire tribunali esterni, attraverso un organismo giurisdizionale interno.

Questo aspetto rientra nella controversa e piu’ volte discussa autonomia giurisdizionale delle Camere.

E’ la stessa Costituzione che con l’art. 66 attribuisce alle stesse la potesta’ di giudicare dei titoli di ammissione dei loro componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilita’ o incompatibilita’.

La Giunta opera, quindi, come organo giurisdizionale, grazie alla su menzionata riserva di giurisdizione prevista dalla Costituzione, che assegna alle due assemblee, successivamente, il potere di decidere definitivamente.

La funzione della Giunta, quindi, e’ predecisionale o, meglio, sostanzialmente istruttoria.

Essa prepara il provvedimento sul quale l’ultima parola, nel senso della decisione finale, spetta all’Aula.

E’ la deliberazione dell’Aula che poi diverra’ atto definitivo con valenza decisoria e giurisdizionale.

Solo a conclusione del suo iter, si produrranno gli effetti che si estrinsecano nei provvedimenti amministrativi o in quelli giurisdizionali.

Nel caso del Ministro dell’Interno, eletto in Calabria, moltissimo tempo è durata questa fase istruttoria da parte della Giunta per le elezioni del Senato.

È di ieri la notizia che, dopo la fase istruttoria , la giunta delle elezioni e delle immunità di Palazzo Madama ha proposto l’annullamento dell’elezione del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, proclamato eletto in Calabria.

La proposta adesso passerà al vaglio del Senato perché solo con la deliberazione dell’Aula si avra’ il provvedimento definitivo.

Ove fosse confermato il parere vincolante della Giunta, ritenuto fondato anche dall’Aula il ricorso presentato da Fulvia Caligiuri, candidata di Forza Italia,collocata al secondo posto nel listino, quale sarebbe lo scenario configurabile?

A Forza Italia verrebbero assegnati due seggi anziche’ uno. Il posto assegnato a Matteo Salvini grazie al riconteggio effettuato da esperti e consulenti, spetterebbe all’imprenditrice cosentina.

Salvini decade? Non decade? Forse decade?

Il gioco delle tre carte in pieno stile gattopardesco: cambiare tutto per non cambiare nulla.

Occorre,infatti, evidenziare che, mentre in passato chi aveva optato per un seggio se perdeva il ricorso perdeva anche la poltrona, oggi non e’ piu’ cosi’ : la nuova legge elettorale, stabilisce una attribuzione automatica dei collegi.

Il potere dimostra sempre di preservare se stesso.

Con una norma inserita nel Rosatellum, attuale legge elettorale, dal precedente governo, infatti, il legislatore ha avuto una trovata geniale.

L’art. 85 prevede che ” il deputato eletto in piu’ collegi plurinominali e’ proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene, ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale”

Pertanto Salvini che ha dovuto scegliere la circoscrizione in cui la Lega ha ottenuto il quoziente minore, ove l’Aula confermasse il responso della Giunta, non verrebbe dichiarato decaduto ma verrebbe collocato in un altro collegio, quasi certamente nel Lazio a scapito dell’attuale
senatrice leghista Kristalia Rachele Papaevangeliu.

Quest’ultima ha sostituito Cinzia Bonfrisco diventata nel frattempo europarlamentare.

Salvini intanto, visto che la procedura prevede il passaggio in Aula, ne teme l’esito finale.

Potrà contare, infatti, su una maggioranza risicata formata da tre elementi dopo tutte le espulsioni e le fuoriuscite di esponenti del M5s. E, addirittura potrebbe perdere un altro seggio.

Il voto al Senato, quindi, non è poi così scontato in favore della permanenza nel seggio calabrese del vicepremier leghista.

La tanto vituperata Calabria potrebbe alla fine servire al segretario del Carroccio la decadenza dal seggio come vendetta, il più classico dei piatti che si serve freddo.