E ORA ALESSIO BONI INTERPRETA ENRICO PIAGGIO

DI TOTO TORRI

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Forse Alessio Boni per fuggire da Sarnico, un paesotto sulle rive del grigio Lago d’Iseo a qualche chilometro da Bergamo, avrebbe potuto fare un altro mestiere, ma non il piastrellista dell’azienda paterna. Un mestiere ereditato dal nonno che da sempre ha sede su quelle sponde, come i suoi cugini e parenti. Un lavoro che spacca la schiena e forse per averlo iniziato a 14 anni, ha fatto pensare, meditare l’attore per cercare qualche altra cosa altrove. Lo rispetta e chissà proprio da qui che arriva l’umiltà ereditata da suo padre, che diventerà il suo verbo di vita. Non è un

caso che Boni sia un generoso anonimo benefattore di Save the Children, una Onlus che si dedica all’infanzia che soffre e ai diritti dell’umanità. A 20 anni il giovanotto, non sa dove parare ed invia una serie di domande alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri, lo accettano in Polizia, ma anche da poliziotto resiste 18 mesi. Ma non pensa nemmeno per un attimo di far ritorno a Iseo a incastrare piastrelle, che oggi sembra sia un suo hobby. Che ti fa il nostro, va in America per imparare la lingua. Si guadagna la sopravvivenza facendo il cameriere, il pony, apprendista barbiere, quello che trova, lo aiuta bene o male la conoscenza dell’inglese e la sua distinta e riservata figura. Non pensa assolutamente che si trova nel paese del Cinema mondiale, di Sinatra , di Nicholson. La ribalta non fa parte dei

suoi progetti. Ritorna in Italia, sfrutta quanto imparato, facendo l’animatore in un villaggio vacanze, si diverte, guadagna i primi soldini.Come è vero che la vita è fatta di incontri, si imbatte in un compaesane, che lo omaggia con una poltrona per una prima al Teatro Sistina di Roma. Si entusiasma per “La Gatta Cenerentola”, protagonista il bravissimo attore napoletano Beppe Barra. Resta folgorato con il chiodo della recitazione . Si iscrive alla Scuola d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove si diploma a pieni voti nel 1992, maestri Orazio Costa, Ronconi e il mito Giorgio Strehler, Liliana Cavani. Ma fu Carlo Lizzani il mentore, che riconosce le speranzose potenzialità e lo scrittura con il ruolo di protagonista nel TV Movie “La ragazza del treno”, con Anita Caprioli e la giovane Gaia De Laurenti. Nasce l’attore e il ragazzone del Lago comincia a crederci. Ed ha ragione . Si impone fra i protagonisti del capolavoro di Marco Tullio Giordana “La Meglio Gioventù”, con Giovanni Lo Cascio, Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, poi marito e moglie, Adriana Asti, Jasmine Trinca, una storia di grande impatto e nel 2003 al Cannes Festival , vince nella competizione ufficiale “Un Certain Regard” il primo Premio. Da qui per Alessio Boni è una progressiva escalation, oltre 150 lavori, Teatro, Cinema, Fiction. In 30 anni di carriera lo distingue , la professionalità, la sua discrezione, serietà, lectio recitativo, padronanza del set, del palco teatrale, del rispetto dal primo all’ultimo del cast, un signore. La sua vita è riservata, un uomo nomale e la normalità non è scontata, fuori dal coro di ruffiani e mediocri. Della mondanità se ne frega, apparizioni televisive come da contratto pubblicitario.

Il 2019 è un anno d’oro “Il Nome della Rosa” di Battiato, “La Compagnia del Cigno” di Ivan Cotroneo, un successo meritato. Già sta girando il secondo episodio, un direttore severo, ma giusto, amato dagli allievi del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Un TV Movie per giovani portati al sacrificio per amore della musica che è vita per chi ha un’anima. In seguito sarà l’avvocato Giorgio Ambrosoli, ucciso 40 anni fa a Milano da sicari nell’affaire Michele Sindona. Intanto sta girando nel ruolo del manager Enrico Piaggio il più piccolo dei due fratelli. Il grande Armando resta a Pegli(Genova) , stabilimenti vagoni ferroviari, marineria, il piccolo Enrico, a Pontedera in Toscana dove si costruiscono pezzi di ricambio di aerei, eliche, la nascita del primo nostro biplano. E’ il 1945 e l’Italia esce stracciata da un guerra assurda, voluta da un demente dittatore Benito Mussolini, alleato del nazista Hitler, carnefice della razza ebraica, a Roma al Ghetto in Trastevere i sanpietrini, il selciato romano, ancora piange sangue e lacrime.

A Pontedera Enrico Piaggio, guarda desolato le macerie di quello che fu la sua creatura. Ma i liguri sono gente tosta, troppe famiglie sul lastrico. Enrico richiama l’ingegnere aereonautico Corradino D’Ascanio e insieme creano il miracolo della Vespa, primo motoscuter a due ruote al mondo.. Nascono e prolificano 156 sedi sparse nel Globo. Segue la nascita dell ‘Ape, motocarrozzetta che arriva in Cina, in india, nel Pakistan. Nasce il mito , cercano di copiare, ma non riescono. La Vespa è tutta nostra, il genio italiano fa miracoli, il sogno è realtà. La Vespa arriva al grande Cinema in un famoso film “Vacanze Romane”, con a bordo due star internazionali, Gregory Peck e lo charme , la classe. Il fascino dell’inimitabile Audrey Hepburn che volano nelle sale cinematografiche del mondo.