GLI HATERS DI CAMILLERI NON SI FERMANO NEANCHE DAVANTI ALLA MORTE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Sono trascorse poche ore dalla perdita di un maestro della letteratura italiana e il solito show a cui assistiamo è un fiume di odio dilagante nei riguardi di chi, defunto, non ha possibilità di replica.
Triste verificare che a sconvolgere non è solo la morte, ma quanto senza nessuna pietà viene sbandierato e condiviso.
Siamo buoni e sorvoliamo sulla strage della lingua italiana, sì perché in questi post pieni di errori grammaticali, con acca mancanti, con gift di pessima qualità, con punteggiatura inesistente ci barcameniamo prendendo atto della pochezza che li precede.
Una società, la nostra, che è diventata bersaglio di questo esercito di odiatori, a volte palesi con commenti accompagnati da nomi e cognomi, altre nascosti dietro a nick o profili fake non individuabili.
Un odio che non si arresta neanche davanti alla morte, qualcosa che è sfuggita di mano, una situazione che va a ledere la democrazia, con supponenza, con indiscussa arroganza, con quel freddo e strumentalizzato distacco che nulla ha a che vedere con la grandezza di Camilleri, intellettuale che tutto il mondo ci invidia.

Come sempre, ad ospitare questi teatrini dell’orrore è il mondo social, quello che blocca se condividi informazione, quello che banna foto in cui vengono mostrate opere d’arte perché le ritiene non idonee agli standard, immagini di nudo artistico che nulla hanno a che fare con la pornografia, quelli che lasciano passare impetuosi fiumi della macchina del fango post morte e non si interrogano su quanto tutto ciò possa essere sbagliato e nocivo per questa società ormai allo sbando.
La “colpa” è quindi dei social che non svolgono controlli adeguati, oppure di chi arma condizionando menti e mani questi “soggetti”? Oppure è di chi dietro al video usato come scudo protettivo si mette al loro “servizio”?
Può non piacere lo stile narrativo, possono non interessare i temi trattati, può anche essere che non si sia mai letto un libro di Camilleri, e ci sta, e va bene, ma il senso di denigrare una persona morta in un letto di ospedale, beh questo forse è qualcosa a cui trovare risposte accettabili, va oltre l’umana comprensione.

Chi si esprime in questo modo “cattivo” nei confronti di un 93enne, gigante per lucidità e preparazione culturale, non possiede spesso né la storia, né il talento e neanche un impiego soddisfacente per potersi permettere il “lusso” di farlo.
Siamo diventati senza rispetto, senza correttezza, senza valori, solo una enorme cascata di fango che ci sommergera’ se continueremo a non fare nulla per difendere ciò che eravamo e sforzarci di continuare ad esserlo.
La cosa triste è che prima o poi anche questi soggetti si ritroveranno a pregare il loro Dio, quello che ostentano per altri fini, quando ad occupare quel letto, in quell’ospedale ci saranno loro oppure i loro cari.
Quando indifesi e abbattuti cercheranno di sopravvivere alla malattia, al dolore, alla sofferenza che li avvolgera’ in quell’abbraccio da cui non si torna.
Non farà piacere ai loro cari leggere nefandezze scritte al loro indirizzo, non farà piacere non riuscire a difendersi, non farà piacere constatare che la pietà umana non sarà riservata neanche al loro invincibile e ingiustificato odio.
Bisogna smetterla, ma smetterla davvero, bisogna darsi una regolata, bisogna argomentare senza scadere nella volgare nullità del non senso.

È uno “spettacolo” di cui davvero potremmo fare a meno, è qualcosa che fa vergognare gli “umani” di definirsi tali, è una guerra che impoverisce chi la fa e non chi la riceve.
Camilleri con la sua ironia, guarderà e penserà a chi gli sta rompendo i “cabbasisi” compatendoli poiché sarà troppo impegnato dal fascino dell’ aldila’ che troverà comunque il modo di narrare a chi gli fa compagnia.
Qui, in basso, nel putrido fango, resterà solo il gelo di una sopravvivenza che non ha avuto nulla da offrire agli odiatori senza arte né parte, quel gelo che ha fatto dimenticare loro di essere sempre meno uomini liberi ma solo marionette nelle mani di noti mandanti .
Che il vostro dio abbia pietà di voi, perché qui, sulla terra, ci state facendo dimenticare come si fa…