VON DER LEYEN, NIENTE DI RIVOLUZIONARIO. PER VALUTARE BISOGNA VEDERLA ALL’OPERA

DI PAOLO SINIGAGLIA

Il problema su Von der Leyen 🇪🇺 non è tanto il programma che, bene o male, era atteso e su cui la maggioranza sia in Parlamento che in Consiglio ha pochi problemi, per lo meno dal lato delle dichiarazioni: poi toccherà vedere i fatti.
Il problema vero è il rapporto tra Commissione e Parlamento oltre al carattere della Commissione. Ovvero la nomina di Von der Leyen ha distrutto il sistema dello spitzenkandidat con conseguente diminuzione di peso del Parlamento nei confronti del Consiglio.
La cosa importante da verificare sarà l’indipendenza politica di VdL nei confronti del Consiglio appunto: il rischio è che il presidente della Commissione sia semplicemente un segretario dei capi di stato e di governo come lo è stato per 10 anni Barroso…

Il programma di Ursula von Leyen 🇪🇺 è sostanzialmente condivisibile, niente di rivoluzionario:

– patto verde europeo per un continente “neutrale” rispetto alle emissioni entro il 2050, strategia sulla biodiversità per il 2030, e piano d’azione sull’economia circolare,
– completamento dell’eurozona con l’unione bancaria che adotti lo schema di assicurazione sui depositi, un nuovo budget per la convergenza dei paesi, il completamento del mercato dei capitali e massima flessibilità sui parametri di Maastricht,
– piano d’azione per implementare il pilastro sociale europeo con salario minimo per tutti delegato ai singoli paesi però e assicurazione europea contro la disoccupazione (vera novità),
– legislazione anti discriminazione e anti violenze di genere,
– tassazione equa per le grandi multinazionali con tassa sulle aziende uniformata a livello europeo
– investimenti sulle nuove tecnologie per replicare il successo della telefonia mobile,
– spazio europeo dell’educazione entro il 2025 con i fondi per Erasmus triplicati,
– sostenere lo stato di diritto per non fare compromessi sui valori fondanti (contro gli strappi dei sovranisti ungheresi e polacchi),
– un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo con la riforma di Dublino per un sistema d’asilo europeo, la garanzia dei salvataggi in mare, la lotta ai trafficanti con il rafforzamento di Frontex e il ritorno al pieno funzionamento di Schengen,
– il rafforzamento della procura europea ai crimini transfrontalieri
– commercio forte ed equo: nuovi accordi solo con i più alti standard anti-dumping ambientale e sociale, una task force per controllare il rispetto degli accordi esistenti,
– strategia per l’Africa,
– allargamento dei Balcani occidentali con apertura dei negoziati con Albania e Nord Macedonia, niente passi indietro sulla Brexit,
– approccio coordinato alla politica estera con l’aumento del 30% del budget e passi per consolidare l’Europa della difesa,
– una “Conferenza sul futuro dell’Europa” di 2 anni a partire dal 2020 per dare la voce ai cittadini,
– supporto al diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo (una cessione di potere della Commissione),
– l’attivazione delle passerelle per il passaggio a decisioni a maggioranza in Consiglio sulle materie clima, energia, sociale, tassazione,
– far tornare il sistema del candidato di punta nel 2024 (quello che lei stessa ha affondato),
– un piano d’azione sulla democrazia europea per introdurre più trasparenza sul finanziamento dei partiti politici e sugli attacchi esterni.
>https://ec.europa.eu/commission/candidate-president_en

Insomma, tutto apprezzabile, niente di veramente nuovo, grande continuità con Juncker, nessuno slancio in avanti: per valutare davvero bisognerà vederla all’opera.