LA MINACCIA È PRESENTE, CONCRETA

DI LUCA SOLDI

 

 

DOVEROSAMENTE il generale Carta, direttore dell’Aise (agenzia informazioni e sicurezza esterna), ha steso un velo di riserbo ed anche pietoso sulla famosa riunione al Metropole di Mosca
«C’è un’indagine della procura di Milano in corso» ha ricordato il direttore dell’Aise. Ha potuto tuttavia riferire al Copasir come i nomi dei soggetti coinvolti fossero noti da un pezzo all’agenzia. Così come sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari sul piano informativo, come minimo dopo il servizio dell’Espresso del febbraio scorso. Se non prima: il lavoro dei servizi di informazione e sicurezza è garantire la tutela contro ogni minaccia alla tutela nazionale. E, tra l’altro, quella delle spie russe, quella sì, è una minaccia molto presente”, così ha ricordato il generale Carta.

Lui, come Parente e il direttore del Dis (dipartimento informazioni e sicurezza), prefetto Gennaro Vecchione, riferiscono direttamente al presidente del Consiglio. Secondo il processo istituzionale di legge, dunque, i vertici dell’intelligence hanno riportato a Conte le informazioni acquisite, comprese quelle specifiche – si deve quantomeno presumere – sulla dinamiche a Mosca. Uno degli interrogativi più inquietanti è se la vicenda di Savoini e vari soci abbia costituito una minaccia alla sicurezza nazionale. I segnali finora emersi dicono di no.
Ma sono segnali deboli, timidissimi, basati sulle basse capacità delle persone coinvolte a portare in fondo degli accordi di portata evidente

Dietro di loro però ci sono ben altre figure
Soggetti a fatti che emergono ogni istante e che denotano un eccesso di interesse della Russia alle nostre fragilità