‘SENTINEL’ ANTI IRAN NEL GOLFO PERSICO A CERCARE ROGNA

DI PIERO ORTECA

Dopo il sequestro di una petroliera britannica da parte degli iraniani, proposta un’operazione di sorveglianza multinazionale ‘Sentinel’. Intanto Trump piazza in Arabia Saudita 500 soldati alla base aerea di Principe Sultan, batterie di ‘Patriot’ e caccia F-22. Siamo sull’orlo di una terza Guerra del Golfo. Questa volta con una complicazione straordinaria: l’avversario è di quelli tosti. L’Iran sciita di Alì Khamenei, che ha le chiavi dello Stretto di Hormuz, da dove passa almeno il 30-35% dell’energia del pianeta. Un collo di bottiglia che può essere tappato con una “semina” di mine magnetiche, che costano quattro soldi e renderebbero un inferno la navigazione per qualsiasi “tanker”. Come si vede, non c’è bisogno di supertecnologie militari o di armi di distruzione di massa per paralizzare il commercio internazionale e gettare mezzo mondo in recessione. Una brusca frenata produttiva che si sommerebbe ai guai che Trump sta già provocando con la sua scellerata politica protezionistica, il cui fulcro è rappresentato dai dazi doganali. Ergo, la guerra “delle petroliere” e dei “droni” è un risiko che non si può permettere nessuno. Perché, questa volta, il prezzo lo pagano tutti… CONTINUA SU REMOCONTRO:

‘Sentinel’ anti Iran nel Golfo persico a cercare rogna