SU BIBBIANO CI STATE CADENDO TUTTI COME POLLI

DI SANDRO RUOTOLO

Non abbiamo bisogno di sciacalli
A tutti quelli che chiedono di parlare di Bibbiano: ci sono fatti nuovi? Lo chiedo senza polemiche perché veramente odiatori e manipolatori stanno mettendo sotto sopra le regole del buon giornalismo e tanti di voi, persone perbene e in buona fede, ci state cascando. Dunque, la notizia degli arresti è di qualche tempo fa. Inquirenti e investigatori di solito forniscono ai giornalisti un comunicato stampa con le notizie essenziali dell’inchiesta giudiziaria. I cronisti di solito recuperano le ordinanze di custodia cautelare dagli avvocati degli imputati e per tre-quattro giorni si scrivono pezzi. Notizie, interviste, commenti, giudizi. Certa stampa in mala fede fa di tutta l’erba un fascio e costringe gli investigatori a fare delle precisazioni. In questo caso il sindaco è accusato di abuso d’ufficio e non per maltrattamento sui minori. E allora di cosa volete parlare? Il giornalista scrive o commenta fatti. Non scrive per accanirsi, nessuna notizia è stata omessa. Si tornerà a scrivere quando ci saranno notizie. Scarcerazioni, condanne, nuove prove, interviste ai protagonisti. Se qualcuno ha sbagliato pagherà il conto con la giustizia. Ma a emettere la sentenza non potete essere voi nè noi giornalisti o qualche opinion leader. E ridurre una vicenda così dolorosa e terribile a meri calcoli politici ci spiega bene la direzione nella quale il nostro paese sta andando. Se dovete scaricare la vostra rabbia e vi sentite frustrati, parlatene con gli amici o le vostre famiglie. Ma non sfogatevi su bersagli a caso. La rete può essere anche un luogo di discussione vera, un momento di democrazia e non di insulti e odio. La storia di Bibbiano è una ferita per tutti.