UN UOMO CHE DIMOSTRA TUTTO IL SUO SPIRITO DI VENDETTA E LIVORE

DI UDO GÜMPEL

“L’uomo” parla della “caccia all’uomo”, per trovare gli assassini del Carabiniere a Roma, lo chiama “il bastardo”, la persona che “stanotte ha ucciso un Carabiniere a coltellate”.
Poi il Ministro dell’Interno si augura “lavori forzati in carcere finché campa.”
Ora, è fuori discussione che tutte le forze dell’ordine si mettano al 200% alla “ricerca” dei colpevoli che hanno ucciso per un bottino di 100 Euro, quanto avevano chiesto alla vittima di uno scippo a Piazza Cavour per riavere la borsa, invece si sono trovati di fronte a due carabinieri, chiamate dalla signora vittima.
Purtroppo l’uomo non manca mai un’occasione per mostrare la sua inadeguatezza al ruolo istituzionale che ricopre.
1. Lo spirito di vendetta, il livore, non è mai un buon consigliere per delle indagini che vanno invece condotte con la massima freddezza. Indagare non è come sbraitare in diretta facebook e prendersi gioco dei colleghi ministri dell’interno dell’Unione Europea, che poi, certamente se lo legano al dito, facendotelo pagare in altri momenti e in altra moneta (pensiamo ai posti da ricoprire in Europa) ma in Italia, chi lo sa?
2. Poi vorremmo ricordare che la pena la decidono ancora, in Italia, dei Giudici, e non il Ministro, pur avendo una marea di voti alle ultime elezioni.

I presunti colpevoli saranno giudicati secondo la Legge, e se condannati, sconteranno la pena in un carcere, non in una topaia, e “lavori forzati” come pena esistono solo nei telefilm, non in uno Stato di Diritto come l’Italia che lo è per fortuna ancora.
3. Brutta notizia infine, ed è tristissimo che uno lo dovrebbe ricordare al Ministro dell’Interno, capo delle forze dell’ordine,
che la “Costituzione” italiana sancisca all’art. 27 co. 3 che “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”.

L’assoluto contrario delle fantasie violenti dell’uomo: “rieducazione del condannato”.