CHE BRUTTA COSA DOVER DIRE: LO AVEVO DETTO

DI VINCENZO PALIOTTI

Ci voleva il commento dei media americani per capire ciò che ho cercato di spiegare ieri a chi “contestava” quanto avevo dedotto da quella foto. Ci voleva il commento di un penalista di Harvard per spiegare quanto male abbia fatto quella foto, derivata da un comportamento assurdo, stupido e principalmente controproducente per poter fare giustizia, quella vera. Ho letto da qualche parte che gli avvocati si stanno fregando le mani pensando a come utilizzare quella foto. Ma io sono uno qualunque e non mi sono minimamente illuso che sarei stato compreso da tutti. Sarebbe però bastato per capirlo leggere quanto ha scritto il Senatore Pietro Grasso, magistrato anti mafia, perché si potesse capire dove sta la ragione e dove la stupidità; dove sta la differenza tra stato di diritto e di polizia. In tutto questo, e per rispondere a chi parla di spirito di corpo, voglio precisare che nessuno ha generalizzato sul ruolo del corpo dei Carabinieri, nessuno pensa di mettere in dubbio la loro opera specificando che una qualsiasi istituzione, onorata che sia, meritoria che sia è gestita sempre e comunque da uomini, uomini che non sempre agiscono tenendo presente tutto questo, ci sono cioè uomini buoni e uomini cattivi che con il loro modo di fare danneggiano l’istituzione che rappresentano, a tutti i livelli. Lo stesso Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega, a leggere quanto dice chi lo conosceva, ha sempre agito tenendo presente ideali di democrazia, di umanità, interpretando il suo ruolo come si dovrebbe, lungi quindi dal solo pensare di comportarsi in un modo simile. Non mi sorprende che il ministro dell’interno riaffermi la sua posizione rispetto a quanto accaduto dichiarando: “unica vittima è l’uomo ucciso”. Non mi sorprende perché è lui, insieme a chi gli crede, a non aver capito che si la vittima è il povero Mario, ma anche lo stato lo è divenuto e i commenti, le considerazioni, specie quelle arrivate da oltreoceano, sul come si potrebbe sottrarre dalle sue responsabilità un assassino lo confermano, l’opposto quindi di quanto tutti si aspettano.