LA STRADA ARDUA DEL PERDONO CRISTIANO. RIUSCIREMO A PERDONARE L’ASSASSINO DEL VICE BRIGADIERE MARIO CERCIELLO?

DI MARINA POMANTE

Ma per onestà intellettuale sarebbe giusto provare a calarci nei panni dei carnefici, ora che l’evidente stato di alterazione si è spento, e provare ad immaginare quali pensieri e quali sentimenti alberghino adesso in quelle menti disperate.
Senza voler cercare dentro noi “scuse o giustificazioni”, abbiamo l’obbligo di pensare che quei due, potrebbero essere nostri figli, allora non saremmo animati dallo spirito di vendetta ma cercheremmo nel nostro intimo una via per salvarli.

Eppure bisognerebbe avere pietà per quel giovane che ha ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello. Penso che anche lo stesso Mario chiederebbe pietà, per alleviare il dolore di tutti, per allontanare ogni forma di vendetta e cercare di ridare a questo giovane di soli 19 anni, una speranza per il suo futuro.
È vero, è troppo presto. Adesso è l’ora di salutare Mario e lasciarlo andare nella luce. Ma Elder Lee ha solo 19 anni, e in quest’epoca dove tutto è fagocitato dal nulla cosmico del web, c’è l’urgenza di fermaci e capire la triste realtà che vivono i figli oggi, eh si! Potrebbe essere un figlio. Un figlio dell’abbandono, di genitori a volte troppo assenti.
Elder Lee ha ucciso Mario sotto effetto di psicofarmaci e sballato dall’effetto della cocaina. E ancora Elder Lee, per i magistrati, ha materialmente compiuto il delitto, ma è stata la presenza anche di Natale Hjorth di 20 anni che si è contrapposto al Varriale, e ha bloccato l’intervento del carabiniere che voleva soccorrere il compagno.
La droga, un male dei giorni nostri, un male che spesso vede delle giovani vite venirne sopraffatti. Dovrà pagare per il suo errore, è giusto! Ma dovremmo domandarci perchè tanti giovani hanno bisogno dello sballo per sentirsi accolti in questo mondo fatto di apparenza e scarsi rapporti umani. La ricchezza non fa la felicità, e neanche alloggiare in un albergo da 200 euro a notte. Quel male interiore che si chiama depressione, è alimentato da una solitudine profonda. Perchè poi un drogato è solo un malato, e va curato.
L’unica possibilità che abbiamo per battere la droga è aprire per questa giovane vita un percorso di riabilitazione. Molti anni fa una giovane Erica uccise la madre e il fratello, il padre reagì aiutando la figlia. Mise da parte tutto il suo dolore e non abbandonò la figlia…

Elder Lee dovrà capire il male che ha fatto, ma non si aiuta nessuno con la vendetta, è Il perdono e la riabilitazione che serviranno, è la possibilità di trovare un motivo per la sua esistenza.
Così si aiuterà questo giovane di soli 19 anni, che non è piccolo, ma non è grande…

Mario Cerciello avrebbe voluto questo, era un volontariato, distribuiva vestiti ai senza tetto, faceva il barelliere nei viaggi dei malati a Lourdes, piccoli gesti dettati dal cuore. Una notte cinque anni fa, mentre era in servizio presso la sua caserma di Piazza Farnese, arrivò una chiamata di una donna. Una mamma, vedova, che abitava a pochi passi da lì. Sua figlia aveva 40 di febbre e non sapeva come portarla in ospedale. Mario le accompagnò al Bambino Gesù e attese fino al mattino.
La donna scrisse al comando dei carabinieri raccontando di quel gesto, e questo valse a Mario un encomio.

Dovremmo dare un senso a questa morte e l’unico esempio l’unica speranza è cercare di salvare questa giovane vita.
Cerciello nella sua vita ha dimostrato solidarietà per gli ultimi e oggi Elder Lee è un reietto, è uno che sta prendendo solo ora coscienza di ciò che ha fatto.

Solo così la morte di un servitore dello Stato avrebbe un senso. Invece della vendetta, ci sarà la speranza che da un gravissimo errore si potrà recuperare un futuro uomo.