LA MARCIA SU ROMA

DI MARINA NERI

Venti di Guerra … soffiano impetuosi ormai da tempo, Bora e Scirocco, tramontana e grecale a spirare dai 4 punti cardinali simultaneamente e infuriare sul nostro Paese e sul continente che lo ospita.

“La guerra è la lezione della Storia che i popoli non imparano mai abbastanza.”

Giustissimo. Guai a ricercarla, guai a fomentarla, guai ad auspicarla.
Da madre, poi, sarebbe un abominio, un sacrilegio pensare alla guerra mentre accarezzo un viso sorridente, speranzoso, ignaro delle storture del mondo.
Eppure da anni ognuno è lasciato solo a combattere le sue guerre personali.
Malasanità … DA SOLI.
Disoccupazione … DA SOLI.
Licenziamenti … DA SOLI.
Povertà … DA SOLI.
Ingiustizie … DA SOLI!

Monadi scientemente rese tali per essere kamikaze di se stesse. Isolate e sperdute, un “Ultimo dei Mohicani” a rodersi nell’impotenza, a vagheggiare rivolte stando seduti in cucina dinanzi ad un tè freddo.
“Divide et Impera” era l’antico brocardo romano. Con questo motto Roma conquistò il mondo.
Con questo subdolo metodo la Finanza Sovranazionale ha invaso i popoli. Teoria della Distrazione e Tecnica della Divisione sono le tattiche utilizzate.
A queste che erano divenute le flebo con cui instillavano nelle nostre vene la predisposizione alla intolleranza, alla frustrazione rassegnata, alla subdola crescente indifferenza, si aggiungeva la Terza Teoria, quella Della Paura del Diverso, quella che consentirà la redazione dell’ultima Legge Scientifica: la GUERRA FRA POVERI!
Strategie che chirurgicamente hanno reciso le arterie che portavano sangue ossigenato alle menti e al cuore delle genti.
Una devastante solitudine è l’arma batteriologica usata. E siamo all’angolo. Pugili suonati stretti alle corde. Incassiamo pugni da tutte le parti e aspettano solo il momento di esultare per il nostro “KO tecnico”.

A noi la scelta.

Già … “scegliere”. Che parola desueta!
Sfidasi chiunque a potere dire che in un’epoca come la nostra si possa … SCEGLIERE …
In verità un alieno a guardare dall’alto delle sue distanze siderali il pianeta terra e in particolare l’Italia vedrebbe solo recinti più o meno grandi.
Sì, perché per i puledri più recalcitranti realizzano recinti più vasti per fornire ai purosangue l’illusione di potere muoversi liberamente. Salvo poi, appena la Libertà diviene un “vizio” apprezzato, stringere le briglia ben bene.

“Se ciò fosse pericoloso per i loro affari non ci farebbero neppure votare” (cfr. Fabio Orsini)

Illusione di Scegliere è, quindi, il codicillo all’ultima Teoria.
BASTEREBBE già il potere scegliere davvero, il volerlo fare davvero, per spiegare un esercito in campo.
BASTEREBBE scrollarsi di dosso l’atavica convinzione che sia tutto inutile per far tremare certezze consolidate di chi ci vuole schiavi.
BASTEREBBE fare di un bisbiglio sussurrato nel chiuso delle case o tramite una tastiera, un suono di adunata per far tremare le fondamenta che solo le nostre paure e la nostra pavidità hanno reso solide.
BASTEREBBE solo sentirsi madri e padri per scardinare un sistema che ha fatto divenire “Patrigno” uno Stato che per definizione DEVE ESSERE PATER del suo popolo …
Francamente vorrei non usare più il tempo dell’utopia e del sogno irrealizzabile, il condizionale, e cominciare a parlare al Presente indicativo.
Sì, quello capace di indicare la strada alle monadi.

Mio padre mi diceva sempre: “se vuoi la Pace preparati alla guerra”.
So che non è uno slogan la cui paternità sia sua è molto più antica l’origine del “si vis pacem para bellum”, ma mi è sempre piaciuto ricondurre l’aforisma a quell’uomo onesto e pacifico che era.
E mi preparo … SÌ.
Perché credo sia inevitabile.

Quale guerra?

La guerra tra le Due Patrie: quella della gente comune che si barcamena ogni giorno fra mille difficoltà e quella fasulla, menzognera, lontana migliaia di anni luce dal concetto di consesso civile. Quella che vuole fare ricadere le magagne e le manchevolezze della classe dirigente del paese, incapace di essere lungimirante, collusa con le lobby, sui POVERI, gli ESCLUSI, gli EMARGINATI, i DERELITTI. Quelli che mai potranno avere voce e che compaiono solo perché sporchi, brutti e cattivi in un immaginario reso reale da becera e artata propaganda.
Io non voglio più porgere pure la guancia dei miei figli. Ho porto la mia tante volte, da essere ormai assuefatta agli schiaffi. Ma la loro no!
Ho arnesi logori e armatura fatiscente. Ma ci sono.
La Sinistra che io voglio non ritiene scatola vuota il principio del UNO VALE UNO, i valori della SOLIDARIETÀ, il credo nell’Uomo A PRESCINDERE dal colore della sua pelle o dal conto in banca.
La mia guerra l’ho iniziata quando ho cominciato a rompere il mio guscio cercando di rompere anche quello di chi mi circonda. Sfondare i retaggi, le convinzioni retrive, le ancestrali paure, i pregiudizi …

È POSSIBILE?
È DAVVERO IMPOSSIBILE come vogliono farci credere?

Se così fosse, che parliamo a fare di SPERANZA?
Addirittura di DIO?
A che servirebbe costruire Ponti?
UOMINI COSÌ necessitano solo di bunker!
Eppure non è finita l’umanità, SE: ci si indigna dinanzi a un assassino INDIPENDENTEMENTE dalla sua etnia; sanguina il cuore davanti allo spettacolo di un MARE TOMBA di sogni e corpi; il povero ha le NOSTRE FATTEZZE, NO ancora … NON È FINITA.
Forse, potremmo non essere più monadi ma PERSONE marcianti … verso un obiettivo comune. Guerrieri di un Essere Consapevole.
Tutte le strade portano a Roma. A far cosa? Certo, il titolo evoca antichi e nefasti scenari. Ma non di sedizione scrive una madre!
Tutti i cittadini dovrebbero chiedere a gran voce che LO STATO FACCIA LO STATO e applichi la Costituzione. Questa la vera Rivoluzione. La vera marcia verso il centro nevralgico della nazione.
Non occorre altro, anzi no, un’altra cosa … IL CERCHIO.

Non sono vagheggiamenti post prandiali. È la base politica della mia Sinistra, quella che non c’è. QUELLA che fa del ESEMPIO e della AUTOREVOLEZZA le armi di “sterminio di massa” del malcostume e della corruzione.
QUELLA che dorme col clochard, tende la mano al licenziato, rompe i timpani sulle barricate, impedisce le delocalizzazioni divenendo fisicamente baluardo insormontabile.
QUELLA che non siede all’Hilton a mangiare caviale, ma condivide il panino dell’operaio, le lacrime delle donne umiliate, la schiena piagata del raccoglitore di pomodori, il grido silente delle forze dell’ordine che devono operare nella babele di leggi e cavilli.
QUELLA delle piccole cose quotidiane che facciamo funzionare, che si allargano e divengono cerchi concentrici. Il vicino tocca il vicino e così via.

Qualcuno in questi giorni ha scomodato la matematica con l’uso dello “zero”.
La mia SINISTRA, quella che non c’è, ma ci sarà, usa il cerchio concentrico … GEOMETRIA DEL NUOVO STATO!