IL DECRETO SICUREZZA APPRODA IN SENATO

DI MARINA POMANTE

Dopo il superamento del primo scoglio alla Camera il 25 luglio con 322 voti favorevoli, approda oggi in Commissione Affari Costituzionali al Senato, il decreto sicurezza bis. Alla votazione alla Camera, 17 deputati M5S non parteciparono al voto e al momento parrebbe aleggiare il rischio che una decina di senatori si oppongano.

È una legge iniqua. “Un provvedimento demoniaco, criminale. La civiltà mediterranea ha sempre ritenuto che salvare persone in mare è qualcosa di bello. Adesso il parlamento rischia di dichiararlo reato. Ma siamo fuori dai gangheri? Mi meraviglio che i 5 stelle si prestino a questa politica assurda di Salvini. Lo dico da missionario.Chi scappa dalla Libia scappa dalla guerra. Mi aspettavo di più dai 5 stelle. In un anno non sono riusciti a piegare la Lega che li piegati così coni migranti. Questa è l’assurdità di tutto”, ha dichiarato padre Alex Zanotelli, il missionario comboniano che pù di ogni altro in Italia difende i diritti dei più piccoli e deboli.

A quanto si apprende il Governo sta valutando la fiducia per fare a meno che sul provvedimento vada a formarsi una nuova maggioranza con l’aiuto di FdI e FI. Ciò che si teme in effetti è l’uscita dall’Aula dei dissidenti del M5S e dei senatori di destra.

Entro mercoledi 9 si potranno presentare gli emendamenti al decreto e ne sono già stati annunciati numerosi dalle opposizioni, tuttavia dalla maggioranza l’intenzione che trapela è di voler blindare il testo, affinchè una volta in Aula (la prossima settimana) si potrà procedere all’approvazione in via definitiva.

Il calendario della Commissione prevede diverse audizioni e sedute, a partire da oggi e fino a venerdi.

Sarebbero un migliaio di emendamenti quelli che si stanno preparando nel Pd.
E già, voci vicine all’esecutivo hanno valutato questo esagerato numero di emendamenti come utili solo a bloccare il decreto.
Emendamenti al decreto sono comunque pervisti anche da altre forze politiche dell’opposizione.
Ieri al termine della seduta della commissione Maurizio Gasparri ha anticipato che quelli presentati da Forza Italia sarranno numerosi e ci saranno emendamenti anche sulle assunzioni delle forze di polizia.

Insomma non è ancora tutto scritto, anzi potrebbero esserci ostacoli che seppure prevedibili sono altresì in grado di rallentare fino a fermare tutto.
Per questo la Lega pare orientata a porre la fiducia, ma da parte del M5S invece non ci sarebbe la stessa intenzione.

Finora non ci sono stati grandi problemi per raggiungere la maggioranza in senato, che è stata garantita anche dal voto dei due senatori Maurizio Bucarella e Carlo Martelli, espulsi dal Movimento 5 Stelle e approdati nel Gruppo Misto, per il caso dei mancati rimborsi.
C’è anche la questione della senatrice Elena Fattori, sulla quale grava una procedura disciplinare, aperta per reiterate posizioni in dissenso con il Movimento (ad esempio non ha partecipato al voto di fiducia sul primo decreto sicurezza). Se questa procedura dovesse conclamarsi nell’espulsione, il gruppo dei senatori della maggioranza si ridurrebbe ulteriormente.
Anche i senatori Virginia La Mura e Matteo Mantero sono stati deferiti ai probiviri per mancato voto al primo ddl sicurezza.
In ultimo, da segnalare i senatori Alfonso Ciampolillo, Primo Di Nicola, Nicola Morra e Gianluigi Paragone che non sono esattamente “allineati” alla linea del Movimento.
Quindi a causa di tutte queste posizioni, la maggioranza potrebbe vacillare di volta in volta.

Il provvedimento, dovrà essere convertito in legge entro il 13 agosto e si compone di 18 articoli, suddivisi in due parti: la prima con le nuove norme sui migranti. E la seconda sull’ordine pubblico.

Per le navi delle Ong si vuole introdurre una stretta sui soccorsi in mare. In particolare, il ministro dell’Interno avrà la facoltà di limitare o addirittura vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi in acque territoriali. Questo per motivi di ordine e sicurezza, ma anche in caso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E’ poi introdotta la maxi multa da un minimo di 150 mila euro fino a un milione, per il comandante della nave che dovesse violare il divieto, oltre naturalmente al sequestro della nave.

Per l’Ordine pubblico è prevista una stretta considerevole sulle manifestazioni pubbliche. E’ punito l’uso di caschi protettivi nelle manifestazioni: arresto da 2 a 3 anni e ammenda da 2 mila a 6 mila euro, per chi contravviene. Per chi lancia o utilizza illegittimamente razzi, fuochi artificiali, bengala, petardi o gas urticanti, il decreto indica la reclusione da 1 a 4 anni. La stessa pena sarà applicata a chi nel corso di manifestazioni utilizzi mazze, bastoni e comunque oggetti contundenti in genere. In caso di recidivia per violenze durante partite o eventi sportivi, scatterà il daspo da 5 a 10 anni. Si ricorrerà ai lavori socialmente utili, per i diffidati, fin dalla prima violazione.

Un decreto che inasprisce quanto già in essere e pare porre sempre più l’accento in direzione della tolleranza zero. Ora la parola passa ai senatori e agli “emendatori” piacendo è un segnale di un Paese che stringe la cinghia delle libertà, col rischio di somigliare sempre più ad uno Stato di polizia.

Il Decreto Sicurezza bis approda al Senato. Auspichiamo che il Governo non metta la fiducia e venga respinto