CHICAGO: DUE MADRI

DI GUIDO OLIMPIO

South Side Englewood, Chicago. Per quattro lunghi anni l’incrocio tra Stewart e la 75esima Avenue è un «santuario». Una piccola oasi in una città violenta che ha già registrato nel 2019 oltre 280 omicidi. L’incontro tra le due strade era – ed è – un luogo dove mamme e figli si radunavano, per giocare insieme, mangiare un panino e ribadire che quello spicchio d’asfalto doveva essere protetto dalla guerra di gang. Purtroppo lo scudo è stato perforato e in modo barbaro.
Alle 21.58 di venerdì un Suv scuro è arrivato a velocità sostenuta, dai finestrini sono sbucate le armi, quindi una scarica di proiettili contro le persone radunate davanti a cortile e cancellata. Tiro devastante. Due madri, Chantelle Grant, 26 anni, 3 figli, e Andrea Stoudemire, 26, 4 figli, sono state falciate dalle pallottole. Colpiti anche alcuni uomini, in modo più leggero. Il veicolo è poi fuggito ad alta velocità e forse è stato abbandonato dagli assassini.
L’attacco ha sconvolto il quartiere e la città. Perché ha portato via giovani vite, ha lasciato degli orfani. Ma ha creato ancora più rabbia per cosa rappresentavano le due vittime. Chantelle e Andrea facevano parte di un’associazione, Mask, che si batte contro il mostro infernale che sta divorando la metropoli: le sparatorie tra gruppi rivali, le lotte tra spacciatori e bande giovanili spesso collegate ad una filiera che ha legami fino in Messico, con i cartelli più importanti.
Ogni giorno loro erano «di pattuglia», con altri genitori, per riprendersi un isolato, dimostrando di non avere paura e di essere intimorite dalla legge delle pistole. E piano piano, grazie ad impegno costante e coraggio, avevano creato condizioni migliori realizzando un piccolo grande miracolo in una zona difficile, pericolosa, ad altro rischio. Poco lontano si è continuato a sparare, con agguati e aggressioni. Un’altra donna è stata colpita dalle pallottole neppure una settimana fa.
Per ora la polizia non è in grado di affermare se le donne fossero il vero obiettivo o il tragico «danno collaterale» di una scorreria di pistoleri. Sembra che uno dei feriti abbia dei precedenti penali, dicono fosse uscito di recente dalla prigione. Era lui il target? Ci vorrà tempo per capire. Le indagini hanno imboccato la solita trafila: la sfilata dei testimoni, la raccolta dei reperti e le verifiche nelle vicinanze. Una pattuglia ha individuato un mezzo abbandonato, sono in corso accertamenti per stabilire un eventuale legame con l’omicidio.
Il sangue e l’odio non hanno comunque intaccato la volontà di ferro delle ragazze di Mask. Hanno lanciato una raccolta di fondi via web, denaro da offrire come ricompensa a chi darà informazioni utili sugli assassini. In poche ore sono stati raccolti 9 mila dollari. Pochi in confronto ai soldi nelle mani dei criminali però comunque utili.
Qualche ora dopo sono tornate a presidiare l’angolo, ora ornato con messaggi e palloncini per ricordare le «sorelle», mamme – ribadiscono – e non attiviste. Nessuno vuole arrendersi, nessuno è disposto a cedere. La parola d’ordine è semplice: «Non ci fanno paura».
Guido Olimpio