L’INDIGNAZIONE DEGLI ITALIANI SUL SALVINI DEE JAY

Gentile direttore,

Sono inorridita. Ho visto le immagini sulla spiaggia di Milano Marittima e un senso di disgusto mi ha travolta. L’impressione era quella di un baccanale di provincia. Cubiste sculettanti  che cantavano l’inno di Mameli, 4-500 ragazzotti  che ballavano mentre l’alcool scorreva a fiumi e al centro del palco lui. Possibile che ci meritiamo un ministro dell’interno così volgare?

Antonella Argiolas, Cagliari

Gentile signora Antonella,

Evidentemente sì, ce lo meritiamo, visto che i sondaggi, sui quali  personalmente nutro da sempre dubbi , collocano il partito di salvini, la Lega nord per l’Indipendenza della Padania, al 38 per cento. Del resto, l’attuale ministro dell’interno rappresenta perfettamente una parte dell’Italia di oggi, fatta di persone che hanno rinunciato a vivere pienamente e che si accontentano ormai di far finta di divertirsi, nascondendo  completamente, attraverso selfie, prese in giro e insulti,  il loro vuoto  pneumatico  interiore e la mancanza di cultura. L’elettorato dell’attuale segretario della Lega insomma  è questo, come ci raccontano le analisi sociologiche su chi vota l’estrema destra salviniana.

Certo, ho rivisto anche io le immagini e le devo dar ragione: ho avuto  lo stesso senso di fastidio. Secondo alcuni addirittura, in confronto le cene eleganti di Berlusconi, organizzate peraltro in una villa privata e non in una spiaggia proprietà del Demanio, davano l’ impressione di essere un circolo letterario frequentato da educande. Ma quella di cui stiamo parlando è una parte consistente del Nostro paese, c’è poco da fare. E’ chiaro che la parte sana deve impegnarsi  sin da oggi a porre fine a questo scempio del buon gusto, della decenza, delle istituzioni. Soprattutto delle istituzioni. Perchè è intollerabile che un Ministro dell’Interno dichiari o faccia dichiarare con arroganza che il Viminale si è trasferito per una settimana in uno stabilimento balneare, dove il lavoro continua.

Sì, il lavoro continua, dicono proprio così. Certo, deve essere  faticoso organizzare riunioni di gabinetto a qualche metro dalla sabbia, mentre ragazzotte ossessionate dal quarto d’ora di celebrità, disturbano il nostro valente ministro per uno scatto, mostrandogli ventri piatti ad un palmo dagli occhi. Insomma,  un gran casino: concentrarsi in quelle condizioni, intendo.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono

Se poi mi chiede se sia opportuno spendere l’immagine del Viminale in quel modo le rispondo: assolutamente no.  se Salvini fosse stato solo il segretario della Lega e avesse riunito lo stato maggiore del carroccio sulla spiaggia di Cervia poteva anche andar bene. Ma Salvini è un ministro della Repubblica Italia. Un ministro, non un bagnante qualsiasi. La provocazione dunque è chiara. E questa  voglia di esagerare nasconde una strategia politica ben precisa che si sintetizza nel motto ‘Bene o male, basta che ne parliate’. Lo stesso che poi era il mantra dell’omino di Predappio.

Una strategia, peraltro,  che al momento funziona perfettamente. Anche in questo caso il leader della Lega nord è riuscito a far parlare per sette giorni di sè, schivando domande sulle inchieste giudiziarie che coinvolgono i suoi fedelissimi, come Siri e Savoini, o sulla drammatica situazione economica del Paese. La sua è propaganda allo stato puro e a buon mercato. La domanda però è:  fino a quando potrà fare lo slalom tra gli enormi  problemi in cui annaspa l’Italia?

L’idea, alla fine,  è che Salvini si stia godendo semplicemente la sua stagione di enorme popolarità. Come un Taricone qualsiasi, va dappertutto, si fa vedere dappertutto. E incassa consensi. Anche il povero Taricone del Grande Fratello, però, dopo aver fatto soldi a palate, ad un certo punto, nei locali in cui  fino a pochi mesi prima facevano la fila per vederlo da vicino, nessuno lo voleva più. Me lo confessò egli stesso, durante un’intervista.

A naso, comunque,  la stagione degli amori con il popolo italiano sta volgendo al termine. Ci faccia caso: sul web si moltiplicano in maniera esponenziale post sintetici ed efficaci come ‘che schifo’, ‘mi viene solo da vomitare’, ‘vergogna’. Post indignati. Esattamente come la sua lettera.

L'inno di Mameli ballato dalle cubiste ci mancava

Spiaggia d'estate, un ministro della Repubblica Italiana a petto nudo, l'inno nazionale, tette, culi, parlamentari europei, cubiste, cocktails.Sorrentino ti prego facci un film!Titolo suggerito: "la pacchia"(video di Carmelo Lopapa – Repubblica)

Pubblicato da Daniele Cinà su Sabato 3 agosto 2019