SARA SERRAIOCCO. OLTRE LA SINDROME DI ASPERGER, C’È TALENTO E BRAVURA

DI GIOVANNI BOGANI

Sara è taciturna. Sara lavora, a testa bassa, fin da quando studiava danza. Sara si accolla sfide dure: il suo primo personaggio, in “Salvo”, era quello di una ragazza cieca: lei lo interpretava con una naturalezza disarmante. In “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez è una delinquente amputata delle braccia: ha imparato a fare tutto con i piedi, persino truccarsi.

La ho vista per tre volte, in tre festival diversi, nel film “In viaggio con Adele” di Alessandro Capitani. E ogni volta mi sono emozionato. Sara ha la sindrome di Asperger: quello che noi ignoranti chiamiamo “autismo”. Beh, non si tratta di bravura tecnica: Sara ci mette dentro un calderone di emozioni, di vibrazioni. Prima fra tutte, la paura di non essere amata, la sensazione di essere un burattino di panno lasciato cadere, se nessuno ti ama.

Ci mette sorrisi improvvisi di entusiasmo, di gratitudine, sorrisi che ti mettono allegria e che non c’entrano nulla, che non ti aspetti, che rendono differente anche la frase più straziante, o più desolante, o più spietata, che danno un colore diverso alle parole. Sara mette in scena l’innocenza, un’innocenza che non puoi recitare se non ce l’hai, dentro, se l’hai perduta da un po’.

Sara ha trovato, dentro di sé, una purezza scandalosa, coraggiosa, che è poi la purezza scandalosa e coraggiosa di chi si sente al sicuro solo su un set, con una maschera. La purezza scandalosa e coraggiosa di una ragazza che ha avuto la forza di andare in America, per due anni, a reinventarsi una carriera lì, a provare a fare qualcosa di grande. Anche se lei è anche una ragazza di ventisette anni che sta silenziosa, su una sedia, senza cercare nessuno.

Quando ci siamo visti, ieri sera, al Popcorn festival dell’Argentario diretto da Francesca Castriconi, pensavo non si ricordasse. Invece si è ricordata del tipo con cui aveva fatto la prima intervista della sua vita, una mattina, al festival di Cannes, malamente seduti sulla terrazzina della sala stampa.

Vabbè.
Era solo per dirvi che Sara ha talento, anima e determinazione. E che mi ha fatto piacere, al Popcorn festival di Porto Santo Stefano, fare una foto con lei.

Foto scattata da Marco Solari, che ringrazio.
Ah. Si chiama Sara Serraiocco, e ha vinto un sacco di premi.