SUL SILENZIO CHE RIGUARDA SERENA MOLLICONE UCCISA 18ANNI FA IN UNA CASERMA DEI CARABINIERI

DI PAOLO BROGI

 

Di Arce e della sua bruttissima storia non si occupa nessuno. Quanti tweet su Arce? Mah, non ne risultano…
Eppure ad Arce, nel frusinate,. insomma Ciociaria, si è consumata la vita di una giovane ragazza, Serena Mollicone, di soli 18 anni, uccisa durante una lite dentro la caserma dei carabinieri.
Carabinieri, sì.
C’è un rinvio a giudizio da poco emesso per il comandante della stazione, sua moglie, suo figlio (che aveva a che fare con la povera Serena) e due altri carabinieri.
Era il 2001 e il corpo di Serena privo di vita fu ritrovato in un boschetto non lontano dal paese nella valle del Liri, in contrada Anitrella.
C’era stato portato. Da dove? Dalla caserma dei carabinieri, dove durante un alterco Serena era stata colpita ed era stramazzata a terra con sangue che le usciva da un orecchio.
Data per spacciata ecco scattare una lugubre messinscena. Trasportata su un terrazzino, ed era ancora in vita, le era stato applicato un sacchetto in testa per mettere fine al tutto.

Per anni siamo andati come cronisti ad Arce. C’era suo padre Guglielmo che diceva cose sensate ma che all’epoca proprio perché sensate gli avevano fatto scattare una nube negativa intorno zeppa di insinuazioni e sospetti.
Fu arrestato un poverocristo, un carrozziere, si chiamava Carmine Belli. La sua compagna una polacca, Eva, con una figlioletta avuta da un’altra relazione era stupefatta. Avviliti i genitori del Belli, Carmine e Germina, che trovai raccolti in una brutta serata di autunno inoltrato accanto alla loro povera cucina economica in una casa ai limiti del paese. Quella sera ero l’unico giornalista ad occuparmi della svolta prese dalle indagini. Almeno lì sul posto ad Arce.
Non moi sembrava il quadro di un killer spietato, che si era accanito sulla povera ragazza. Nei miei resoconti emergeva la mia incredulità. Ma intanto il carrozziere era stato schiaffato dentro e in carcere sarebbe restato per 18 mesi, poi Belli fu processato e assolto.
E ora?
Ora Guglielmo il padre di Serena non si è accontentato di questo nuovo quadro di indagini che ha portato al rinvio a giudizio, dice che ad Arce era sbarcata allora la camorra e che i carabinieri erano invitati alle feste del boss locale. Dice Guglielmo che nella morte di sua figlia Serena e nell’occultamento e nei depistaggi c’è stata anche la mano della camorra.
Guglielmo dice anche che reperti assai intimi di sua figlia sono scomparsi dai resti dell’autopsia. Dice che infine che sul corpo sono state rilevate fratture multiple ed ematomi vari. Insomma un pestaggio vero e proprio.
Si attendono tweet su Serena Mollicone e sulla sua brutta morte..